Abbiamo aggiornato il sito "diversità e fede" (diversita.ilbello.com) con voci
sull'omosessualismo e dittatura gay, deliranti mostruosità omofobe.
venerdì 18 ottobre 2013
sabato 10 agosto 2013
logica strana
Voi avete capito perché secondo alcuni difendere i ciechi vuol dire negare la
bellezza e la bontà della vita? Allo stesso modo, chi può spiegare perché
difendere gli omosessuali vorrebbe dire negare la bellezza e la bontà della
sessualità "normale"? Mah...
bellezza e la bontà della vita? Allo stesso modo, chi può spiegare perché
difendere gli omosessuali vorrebbe dire negare la bellezza e la bontà della
sessualità "normale"? Mah...
martedì 6 agosto 2013
ipotesi
Perché sul caso legge omofobia i siti di estrema destra cattolica continuano a
"montare la panna", ad agitare lo spauracchio di una imminente apocalisse, se
su questo il papa tace, Bagnasco tace, la CEI tace, CL tace, i focolarini
tacciono, i pentecostali tacciono, i neocatecumenali tacciono, l'AC tace,
Avvenire ha una posizione molto più tranquilla ed equilibrata, e tace, mi si
perdoni se sfioro la bestemmia, ma tace anche la Madonna di Medjugorje, che
invece in altri casi storici ha messo in guardia i cristiani?
Abbiamo due ipotesi.
1) I siti dell'estrema destra cattolica cercano sempre sovvenzionamenti (dai
loro lettori e/o da altri sponsor), sono ossessionati dai soldi. Per ricevere
più sovvenzioni (dai lettori o da sponsor ricchi) è allora quanto mai opportuno
rendersi più visibili, più noti. E che c'è di meglio di una bella campagna
contro i gay per aumentare la propria visibilità?
2) i siti di estrema destra sono amici dei naziskin, che picchiano i gay: è
ovvio che gli amici si difendono, da una legge che li punirebbe,
"montare la panna", ad agitare lo spauracchio di una imminente apocalisse, se
su questo il papa tace, Bagnasco tace, la CEI tace, CL tace, i focolarini
tacciono, i pentecostali tacciono, i neocatecumenali tacciono, l'AC tace,
Avvenire ha una posizione molto più tranquilla ed equilibrata, e tace, mi si
perdoni se sfioro la bestemmia, ma tace anche la Madonna di Medjugorje, che
invece in altri casi storici ha messo in guardia i cristiani?
Abbiamo due ipotesi.
1) I siti dell'estrema destra cattolica cercano sempre sovvenzionamenti (dai
loro lettori e/o da altri sponsor), sono ossessionati dai soldi. Per ricevere
più sovvenzioni (dai lettori o da sponsor ricchi) è allora quanto mai opportuno
rendersi più visibili, più noti. E che c'è di meglio di una bella campagna
contro i gay per aumentare la propria visibilità?
2) i siti di estrema destra sono amici dei naziskin, che picchiano i gay: è
ovvio che gli amici si difendono, da una legge che li punirebbe,
mercoledì 31 luglio 2013
le allegre manovre dei fondamentalisti
Bisogna proprio arrampicarsi sugli specchi per negare che nelle parole del papa
sui gay ci sia una novità (anche se non proprio una rivoluzione): ci provano i
fondamentalisti, che si inventano di sana pianta parole non dette dal
Pontefice. Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse anche da piangere: si veda qui
http://www.huffingtonpost.it/federico-mello/le-parole-del-papa-sui-gay-e-il-
solito-complottismo-digitale_b_3677134.html?utm_hp_ref=italy.
sui gay ci sia una novità (anche se non proprio una rivoluzione): ci provano i
fondamentalisti, che si inventano di sana pianta parole non dette dal
Pontefice. Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse anche da piangere: si veda qui
http://www.huffingtonpost.it/federico-mello/le-parole-del-papa-sui-gay-e-il-
solito-complottismo-digitale_b_3677134.html?utm_hp_ref=italy.
martedì 23 luglio 2013
il pizzino del cardinale
Qualche giorno fa pensavo: la legge sull'omofobia passerà o no a seconda di
quello che dirà la Chiesa, o meglio il card. Bagnasco, presidente della CEI.
Basta un fischio di Bagnasco e la legge non passerà.
Ora però mi viene un sospetto: che il cardinale si sia fatto furbo (come furba
è stata la Chiesa francese sul mariage pour tous): non un fischio (pubblico,
con una intervista su Avvenire per esempio), ma un pizzino. Un pizzino fatto
circolare segretamente tra i parlamentari cattolici più fedeli (di pdl, centro
o pd, poco importa). Sta girando il pizzino del cardinale ("questa legge non
s'ha da fare, né domani né mai"), sospettiamo. Solo così si spiegano certi
movimenti troppo ben coordinati per non essere mossi da un'unica, sapiente
regia.
Mah, a che punto siamo arrivati: i pizzini del cardinale!
quello che dirà la Chiesa, o meglio il card. Bagnasco, presidente della CEI.
Basta un fischio di Bagnasco e la legge non passerà.
Ora però mi viene un sospetto: che il cardinale si sia fatto furbo (come furba
è stata la Chiesa francese sul mariage pour tous): non un fischio (pubblico,
con una intervista su Avvenire per esempio), ma un pizzino. Un pizzino fatto
circolare segretamente tra i parlamentari cattolici più fedeli (di pdl, centro
o pd, poco importa). Sta girando il pizzino del cardinale ("questa legge non
s'ha da fare, né domani né mai"), sospettiamo. Solo così si spiegano certi
movimenti troppo ben coordinati per non essere mossi da un'unica, sapiente
regia.
Mah, a che punto siamo arrivati: i pizzini del cardinale!
mercoledì 17 luglio 2013
trasferimento del blog
almeno per qualche tempo ci trasferiamo su wordpress: http://fedeediversita.wordpress.com.
Grazie a chi ci segue!
Grazie a chi ci segue!
giovedì 11 luglio 2013
timori fondati sulla legge anti-omofobia?
Acque agitate nel cattolicesimo ultraconservatore: viene paventato che la nuova legge contro l'omofobia possa mettere in pericolo la libertà di espressione di chi si oppone ai diritti LGBT.
Che dire?
Sembrano timori decisamente infondati. Ve lo immaginate un pm che, in base alla legge sull'omofobia, chiede l'autorizzazione a procedere contro 300 deputati e 140 senatori? Per quanto grande sia il potere della magistratura ciò appare fantapolitica...
Basti pensare che non una legge ordinaria, ma nientedimeno che la Costituzione vieta(va) la ricostituzione del disciolto partito fascita eppure, anche negli anni caldi della contestazione operaia e studentesca, l'MSI è vissuto e ha prosperato.
Crediamo che in Francia ci fosse, ben prima del mariage pour tous, una legge contro l'omofobia: eppure non è stato impossibile dibattere liberamente, e con che foga polemica e accanimento, contro la proposta Taubira.
Dunque, mettano pure il cuore in pace le cassandre nostrane: nessun pericolo per la libertà.
Che dire?
Sembrano timori decisamente infondati. Ve lo immaginate un pm che, in base alla legge sull'omofobia, chiede l'autorizzazione a procedere contro 300 deputati e 140 senatori? Per quanto grande sia il potere della magistratura ciò appare fantapolitica...
Basti pensare che non una legge ordinaria, ma nientedimeno che la Costituzione vieta(va) la ricostituzione del disciolto partito fascita eppure, anche negli anni caldi della contestazione operaia e studentesca, l'MSI è vissuto e ha prosperato.
Crediamo che in Francia ci fosse, ben prima del mariage pour tous, una legge contro l'omofobia: eppure non è stato impossibile dibattere liberamente, e con che foga polemica e accanimento, contro la proposta Taubira.
Dunque, mettano pure il cuore in pace le cassandre nostrane: nessun pericolo per la libertà.
venerdì 28 giugno 2013
love is love, non è sempre vero
Massimo Introvigne, su la solita puzzola quotidiana, criticando Obama, reo di attenzione ai diritti lgbt, ci mette un po' di tempo per spiegare un concetto piuttosto semplice e che non vediamo chi possa negare: che per venire riconosciuto dallo stato non basta che ci sia effimera attrazione sessuale, ma occorre un serio progetto di (stabile) vita comune. OK, d'accordo! E allora?
Che cosa c'entra col matrimonio egualitario? Lì ci devono essere due persone che non solo provano attrazione sessuale reciproca, ma anche intenzionate a una unione stabile, a un progetto di vita comune, destinato a riverberarsi positivamente sulla società, perché è meglio che esistano vincoli stabili piuttosto che rapporti effimeri. La prova di questa intenzione di vita stabilmente comune è il desiderio di adottare, dedicandosi ai figli, anche questa cosa utile alla società.
Che cosa c'entra col matrimonio egualitario? Lì ci devono essere due persone che non solo provano attrazione sessuale reciproca, ma anche intenzionate a una unione stabile, a un progetto di vita comune, destinato a riverberarsi positivamente sulla società, perché è meglio che esistano vincoli stabili piuttosto che rapporti effimeri. La prova di questa intenzione di vita stabilmente comune è il desiderio di adottare, dedicandosi ai figli, anche questa cosa utile alla società.
mercoledì 26 giugno 2013
storia e provvidenza
Non passa giorno senza che i diritti LGBT non segnino un nuovo passo avanti: dopo l'approvazione dei matrimoni egualitari in Francia e (tra poco) in Inghilterra (la Camera dei Lords ha già dato il suo, fino a non molto prima incerto, assenso), arriva anche la decisione della Corte Suprema degli USA a riconoscere la validità dei vincoli tra persone dello stesso sesso.
Davanti a tale spettacolo è grande lo sconcerto nei settori più tradizionalisti del mondo cristiano. In particolare viene detta da alcuni una cosa di per sé giusta, ossia che la storia non è un progresso lineare, che non tutto ciò che è nuovo è anche buono e destinato a trionfare, che, insomma ride bene chi ride ultimo.
Niente da eccepire. Qui il punto, secondo noi, non è che la storia abbia sempre ragione: un cristiano non è hegeliano, certo. Giusto. In linea di principio.
Ma qui il punto è vedere se, in linea di fatto, ci troviamo di fronte a una modernità incompatibile con la fede, e dunque da rigettare, in attesa di tempi migliori, secondo gli imperscrutabili disegni della Provvidenza, oppure davanti all'ennesimo appuntamento (mancato) con la storia, dopo gli appuntamenti mancati con l'eliocentrismo, la democrazia, la giustizia sociale, l'evoluzionismo. Troppe volte i cristiani hanno mancato i loro appuntamenti con la storia, attardandosi su posizioni che si sono poi rivelate sbagliate e anacronistiche. Forse la questione omosessuale rappresenta l'ennesimo caso di questa lunga serie, un nuovo "caso Galileo", di cui tra qualche decina di anni o tra un secolo, bisognerà chiedere scusa. Meglio pensarci prima. Cioè meglio pensare (piuttosto che ripetere come dei mantra slogan stantii).
Davanti a tale spettacolo è grande lo sconcerto nei settori più tradizionalisti del mondo cristiano. In particolare viene detta da alcuni una cosa di per sé giusta, ossia che la storia non è un progresso lineare, che non tutto ciò che è nuovo è anche buono e destinato a trionfare, che, insomma ride bene chi ride ultimo.
Niente da eccepire. Qui il punto, secondo noi, non è che la storia abbia sempre ragione: un cristiano non è hegeliano, certo. Giusto. In linea di principio.
Ma qui il punto è vedere se, in linea di fatto, ci troviamo di fronte a una modernità incompatibile con la fede, e dunque da rigettare, in attesa di tempi migliori, secondo gli imperscrutabili disegni della Provvidenza, oppure davanti all'ennesimo appuntamento (mancato) con la storia, dopo gli appuntamenti mancati con l'eliocentrismo, la democrazia, la giustizia sociale, l'evoluzionismo. Troppe volte i cristiani hanno mancato i loro appuntamenti con la storia, attardandosi su posizioni che si sono poi rivelate sbagliate e anacronistiche. Forse la questione omosessuale rappresenta l'ennesimo caso di questa lunga serie, un nuovo "caso Galileo", di cui tra qualche decina di anni o tra un secolo, bisognerà chiedere scusa. Meglio pensarci prima. Cioè meglio pensare (piuttosto che ripetere come dei mantra slogan stantii).
lunedì 10 giugno 2013
la sconfitta dell'omofobo
Gentilini è stato finalmente trombato: http://www.gay.it/channel/attualita/35619/Gentilini-a-casa-invoco-la-pulizia-etnica-dei-culattoni.html
domenica 26 maggio 2013
opposti estremismi
C'è un parallelismo tra l'estrema destra (francese), che non accetta la legge, già approvata e promulgata, del "mariage pour tous" e l'estrema sinistra (italiana), che non accetta il provvedimento, già approvato, che dà in via al TAV.
In entrambi i casi non si accetta la democrazia: non si accetta che valga una legge, o un provvedimento, che è stato adottato seguendo le procedure democratiche, in piena legalità.
Ha senso manifestare e protestare prima che una legge o un provvedimento siano approvati. Non ha senso manifestare e protestare dopo.
Diverso è il discorso riguardo all'obiezione di coscienza: su materia grave (come l'aborto) è legittima l'obiezione di coscienza anche dopo l'approvazione di una legge che entra in conflitto con quanto uno in coscienza ritiene irrinunciabile. Ma l'obiettore di coscienza non pretende che quella legge non sia valida, chiede solo di non doverla applicare in prima persona.
In entrambi i casi non si accetta la democrazia: non si accetta che valga una legge, o un provvedimento, che è stato adottato seguendo le procedure democratiche, in piena legalità.
Ha senso manifestare e protestare prima che una legge o un provvedimento siano approvati. Non ha senso manifestare e protestare dopo.
Diverso è il discorso riguardo all'obiezione di coscienza: su materia grave (come l'aborto) è legittima l'obiezione di coscienza anche dopo l'approvazione di una legge che entra in conflitto con quanto uno in coscienza ritiene irrinunciabile. Ma l'obiettore di coscienza non pretende che quella legge non sia valida, chiede solo di non doverla applicare in prima persona.
martedì 21 maggio 2013
il tragico suicidio di Dominique Venner
Oggi, 21 maggio 2013, si è suicidato a Notre Dame, a Parigi, Dominique Venner, storico e attivista del movimento anti-gay. Pare lo abbia fatto come espressione di implacabile avversione al "matrimonio per tutti".
Che dire? Preghiamo Dio che abbia pietà di lui e di tutti quanti sono in preda alla disperazione.
Però non si può non notare che un gesto così estremo si radica in un ben preciso clima, di isteria collettiva e di inconsulti fremiti apocaliticheggianti che ha avuto come regista principale la componente fondamentalista-ultraconservatrice del "cattolicesimo", francese, ma non solo. Solo in clima di esaltato odio e di esasperata rabbiosità distruttiva contro la diversità si può collocare un gesto di questo genere, che vede il paradosso di un (sedicente) cattolico che nell'ora suprema viola in modo gravissimo quella legge di Dio, che dice, grida di voler difendere.
Come è possibile ciò? Perché si è trasformato il Cristianesimo, da avvenimento imprevedibile in cui il ruolo fondante e fondamentale è del Mistero, in ideologia, ideologia cristianista.
In ciò la destra "cattolica" tocca la sinistra "cattolica": la fede ridotta a ideologia, che l'uomo deve volontaristicamente e attivisticamente "far trionfare". Fatica di Sisifo e fonte di tragedie. Come quella di oggi.
Che dire? Preghiamo Dio che abbia pietà di lui e di tutti quanti sono in preda alla disperazione.
Però non si può non notare che un gesto così estremo si radica in un ben preciso clima, di isteria collettiva e di inconsulti fremiti apocaliticheggianti che ha avuto come regista principale la componente fondamentalista-ultraconservatrice del "cattolicesimo", francese, ma non solo. Solo in clima di esaltato odio e di esasperata rabbiosità distruttiva contro la diversità si può collocare un gesto di questo genere, che vede il paradosso di un (sedicente) cattolico che nell'ora suprema viola in modo gravissimo quella legge di Dio, che dice, grida di voler difendere.
Come è possibile ciò? Perché si è trasformato il Cristianesimo, da avvenimento imprevedibile in cui il ruolo fondante e fondamentale è del Mistero, in ideologia, ideologia cristianista.
In ciò la destra "cattolica" tocca la sinistra "cattolica": la fede ridotta a ideologia, che l'uomo deve volontaristicamente e attivisticamente "far trionfare". Fatica di Sisifo e fonte di tragedie. Come quella di oggi.
lunedì 20 maggio 2013
mariage pour tous: si potrà fare marcia indietro?
Anche per importanti esponenti del centro-destra francese (http://www.france24.com/fr/20130520-mariage-pour-tous-demarier-desadopter-nkm-kosciusko-morizet-chatel-loi-adoption-hosmosexuels) la legge che istituisce il "matrimonio per tutti" non potrà essere messa in discussione nel caso di vittoria del centro-destra alle future elezioni.
Ciò è molto logico: non è che uno sia sposato per 5 anni, e poi si trova non sposato per i successivi 5 anni, e poi ri-sposato per i successivi 5 anni e via così. E non è che i suoi figli sono suoi figli per 5 anni e poi per i successivi 5 anni non sono più suoi figli, e poi tornano ad esserlo per i 5 anni successivi. Non esiste! Non si può pensare un pasticcio del genere!
Del resto in Spagna Rajoi, andato al potere dopo Zapatero non ha tolto la legge sul matrimonio omosessuale.
Come diceva una canzone "bisogna saper perdere". Come non pare sappiano fare i pasdaran dell'anti-egualitarismo, analogamente agli anti-TAV in Italia. Ma in entrambi i casi, una vilta che una legge ha passato tutti i passaggi previsti dalle regole democratiche, basta! Basta! Basta! Si accetta la democrazia. Si accetta che la maggioranza vince. Punto!
Ciò è molto logico: non è che uno sia sposato per 5 anni, e poi si trova non sposato per i successivi 5 anni, e poi ri-sposato per i successivi 5 anni e via così. E non è che i suoi figli sono suoi figli per 5 anni e poi per i successivi 5 anni non sono più suoi figli, e poi tornano ad esserlo per i 5 anni successivi. Non esiste! Non si può pensare un pasticcio del genere!
Del resto in Spagna Rajoi, andato al potere dopo Zapatero non ha tolto la legge sul matrimonio omosessuale.
Come diceva una canzone "bisogna saper perdere". Come non pare sappiano fare i pasdaran dell'anti-egualitarismo, analogamente agli anti-TAV in Italia. Ma in entrambi i casi, una vilta che una legge ha passato tutti i passaggi previsti dalle regole democratiche, basta! Basta! Basta! Si accetta la democrazia. Si accetta che la maggioranza vince. Punto!
venerdì 17 maggio 2013
mariage pour tous: ora è proprio definitivo!
Dopo l'approvazione del Conseil constitutionnel è stato rimosso anche l'ultimo possibile ostacolo al matrimonio per tutti. Ora tutti, in Francia, possono sposarsi.
giovedì 25 aprile 2013
mariage pour tous!
Ora, dopo la definitiva votazione dell'assemblea dei rappresentanti, il "mariage pour tous", la "loi Taubira", è legge.
Ha fatto molto discutere. Più che in qualsiasi altro paese, a quanto ne sappiamo. Ci sono stati molti atti di intollerante violenza omofoba, ma ormai è legge. Anche se un possibile intralcio c'è ancora: il Conseil constitutionel (vedi questo articolo su France24). Lo vedremo presto (pare entro un mese).
Il nostro parere? C'è stata troppo animosità, anzi isteria da parte di molto fronte anti-mariage. Mentre su questi argomenti ci vuole non tifo da stadio, ma riflessione e attenzione a tutti gli aspetti del problema.
Noi crediamo che il vero matrimonio sia solo quello tra un uomo e una donna. Tuttavia siamo daccordo col sito Fede e diversità nel pensare che chi si trova addosso un orientamento diverso debba poter avere una decorosa realizzazione affettiva. Riteniamo impossibile infatti che il Creatore della realtà non abbia pensato per tutti i suoi figli una strada alla piena realizzazione affettiva.
Ha fatto molto discutere. Più che in qualsiasi altro paese, a quanto ne sappiamo. Ci sono stati molti atti di intollerante violenza omofoba, ma ormai è legge. Anche se un possibile intralcio c'è ancora: il Conseil constitutionel (vedi questo articolo su France24). Lo vedremo presto (pare entro un mese).
Il nostro parere? C'è stata troppo animosità, anzi isteria da parte di molto fronte anti-mariage. Mentre su questi argomenti ci vuole non tifo da stadio, ma riflessione e attenzione a tutti gli aspetti del problema.
Noi crediamo che il vero matrimonio sia solo quello tra un uomo e una donna. Tuttavia siamo daccordo col sito Fede e diversità nel pensare che chi si trova addosso un orientamento diverso debba poter avere una decorosa realizzazione affettiva. Riteniamo impossibile infatti che il Creatore della realtà non abbia pensato per tutti i suoi figli una strada alla piena realizzazione affettiva.
mercoledì 27 marzo 2013
Gay e islamizzazione (dx o sx?)
E' luogo comune che la destra sia omofoba e la sinistra (un po' più) omofila. Si tratterebbe di sfatare questo luogo comune, perché vi sono stati ad esempio dei gay importanti di destra (lasciando pur stare Hitler e Rohm), come l'olandese Pim Fotuyn, gay e tenace lottatore contro l'islamizzazione dell'Olanda.
In effetti il movimento LGBT ha tutto da perderci ad una islamizzazione dell'Europa, e su questo ci può essere una convergenza con l'area di centro-destra.
In effetti il movimento LGBT ha tutto da perderci ad una islamizzazione dell'Europa, e su questo ci può essere una convergenza con l'area di centro-destra.
lunedì 11 marzo 2013
il vizio "contro natura" in Tommaso [seguito]
Abbiamo visto come S.Tommaso d'Aquino consideri il vizio contro natura, in cui è inclusa la masturbazione (anche quella avente come oggetto fantasie eterosessuali) come il più grave peccato di lussuria, più grave dell'incesto e più grave della violenza carnale perché almeno quelli sono secondo natura.
Come si può spiegare una tesi così lontana dalla nostra sensibilità?
Crediamo che la risposta vada cercata nell'oggettivismo dell'Aquinate, che egli condivide con il pensiero medioevale e più ancora con suo maestro filosofico, Aristotele.
Per Tommaso più che i soggetti sembrano contare gli atti oggettivi compiuti dai soggetti. E' infatti secondario che il soggetto maschio sia il padre e il soggetto femmina sia la figlia, se l'atto nella sua pura oggettività è un atto oggettivamente secondo natura (un membro maschile che entra nel membro femminile). E' secondario che il soggetto femmina subisca contro la sua volontà una penetrazione maschile, se tale atto è intrinsecamente secondo natura, nel senso appena detto. E' secondario, d'altra parte, che un soggetto non coinvolga un altro soggetto nella sua impudicizia, masturbandosi, se l'atto oggettivo della masturbazione non consiste nella penetrazione del membro maschile nel membro femminile e dunque non è secondo natura.
E' abbastanza evidente il limite di questa impostazione oggettivistica. Ci si potrebbe chiedere a questo punto se la stessa considerazione tradizionale (cattolico-tomistica) dell'omosessualità in quanto tale non risenta appunto di questo oggettivismo, se cioè non si focalizzi esclusivamente sul lato oggettivo del problema (la innaturalità del rapporto sessuale tra persone dello stesso sesso) trascurando la componente soggettiva (il fatto ad esempio che possano esistere condizionamenti piuttosto robusti che rendono "profondamente radicato" l'orientamento omosessuale, o il fatto che almeno una relazione omosessuale casta possa essere, a certe condizioni, costruttiva e compatibile con la fede).
Come si può spiegare una tesi così lontana dalla nostra sensibilità?
Crediamo che la risposta vada cercata nell'oggettivismo dell'Aquinate, che egli condivide con il pensiero medioevale e più ancora con suo maestro filosofico, Aristotele.
Per Tommaso più che i soggetti sembrano contare gli atti oggettivi compiuti dai soggetti. E' infatti secondario che il soggetto maschio sia il padre e il soggetto femmina sia la figlia, se l'atto nella sua pura oggettività è un atto oggettivamente secondo natura (un membro maschile che entra nel membro femminile). E' secondario che il soggetto femmina subisca contro la sua volontà una penetrazione maschile, se tale atto è intrinsecamente secondo natura, nel senso appena detto. E' secondario, d'altra parte, che un soggetto non coinvolga un altro soggetto nella sua impudicizia, masturbandosi, se l'atto oggettivo della masturbazione non consiste nella penetrazione del membro maschile nel membro femminile e dunque non è secondo natura.
E' abbastanza evidente il limite di questa impostazione oggettivistica. Ci si potrebbe chiedere a questo punto se la stessa considerazione tradizionale (cattolico-tomistica) dell'omosessualità in quanto tale non risenta appunto di questo oggettivismo, se cioè non si focalizzi esclusivamente sul lato oggettivo del problema (la innaturalità del rapporto sessuale tra persone dello stesso sesso) trascurando la componente soggettiva (il fatto ad esempio che possano esistere condizionamenti piuttosto robusti che rendono "profondamente radicato" l'orientamento omosessuale, o il fatto che almeno una relazione omosessuale casta possa essere, a certe condizioni, costruttiva e compatibile con la fede).
giovedì 7 marzo 2013
il "vizio contro natura" in S.Tommaso
Tommaso d'Aquino, il più grande e autorevole filosofo e teologo cattolico, tratta del vizio
Il Doctor angelicus (IIa II ae, q. 154, a.11) sostiene che esistono quattro specie di vizio contro natura:
Ora tale tesi ci sembra discutibile: per l'Aquinate è più grave masturbarsi che violentare la propria figlia. È davvero difficile seguirlo su questo punto.
A che cosa ci spinge questa considerazione? Al pensiero che anche un grande pensatore, a cui va tutta la nostra stima e il nostro affetto, può sbagliarsi, anche su questo tema.
Se si è sbagliato lui, e in modo così clamoroso, ci verrebbe da dire, a maggior ragione possono essersi sbagliati ecclesiastici nel valutare la questione non degli atti, ma delle relazioni tra persone dello stesso sesso, per cui, come abbiamo detto, è auspicabile non una rivoluzione, ma un aggiornamento della dottrina della Chiesa in materia.
contra naturamnella Secunda Secundae della sua opera maggiore, la Summa Theologiae, ed esattamente nella quaestio 154.
Il Doctor angelicus (IIa II ae, q. 154, a.11) sostiene che esistono quattro specie di vizio contro natura:
- la masturbazione (
Uno quidem modo, si absque omni concubitu, causa delectationis venereae, pollutio procuretur
), - la
bestialità
(rapporto sessuale con animali:Alio modo, si fiat per concubitum ad rem non eiusdem speciei, quod vocatur bestialitas
), - i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso (
Tertio modo, si fiat per concubitum ad non debitum sexum, puta masculi ad masculum vel feminae ad feminam, ut apostolus dicit, ad Rom. I, quod dicitur sodomiticum vitium
), - e i rapporti sessuali (tra persone di sesso diverso) non genitali, cioè i rapporti anali e orali (
Quarto, si non servetur naturalis modus concumbendi, aut quantum ad instrumentum non debitum; aut quantum ad alios monstruosos et bestiales concumbendi modos
).
vizio contro naturaè
maximum peccatum inter species luxuriae, il più grande peccato tra tutti quelli di lussuria (IIa II ae, q. 154, a.12), più grave della violenza carnale e più grave dell'incesto (ibidem).
Ora tale tesi ci sembra discutibile: per l'Aquinate è più grave masturbarsi che violentare la propria figlia. È davvero difficile seguirlo su questo punto.
A che cosa ci spinge questa considerazione? Al pensiero che anche un grande pensatore, a cui va tutta la nostra stima e il nostro affetto, può sbagliarsi, anche su questo tema.
Se si è sbagliato lui, e in modo così clamoroso, ci verrebbe da dire, a maggior ragione possono essersi sbagliati ecclesiastici nel valutare la questione non degli atti, ma delle relazioni tra persone dello stesso sesso, per cui, come abbiamo detto, è auspicabile non una rivoluzione, ma un aggiornamento della dottrina della Chiesa in materia.
mercoledì 6 marzo 2013
Chiesa perseguitata?
L'unica possibilità che si verifichi una persecuzione dei diversi contro la Chiesa, quale ultimo baluardo dei normali, sarebbe se la diversità non fosse qualcosa di dato, un condizionamento che solo alcuni esseri umani (una ristrettissima minoranza) hanno, ma una opzione liberamente scelta e tale da presentarsi come desiderabile a tutti, o almeno alla (schiacciante) maggioranza.
L'unica possibilità perché si verifichi una persecuzione cioè sarebbe se, proprio come sostiene la gender theory, l'orientamento sessuale di tutti gli esseri umani fosse qualcosa di indeterminato, indefinitamente rimodellabile ad arbitrio della libertà umana e suscettibile di essere influenzato da mode culturali contingenti.
L'unica possibilità perché si verifichi una persecuzione cioè sarebbe se, proprio come sostiene la gender theory, l'orientamento sessuale di tutti gli esseri umani fosse qualcosa di indeterminato, indefinitamente rimodellabile ad arbitrio della libertà umana e suscettibile di essere influenzato da mode culturali contingenti.
domenica 3 marzo 2013
AIDS: un castigo?
In una prospettiva credente si puà trattare di un castigo?
L'idea di castigo di Dio, in questa vita, per una colpa commessa dall'uomo è senz'altro un'idea biblica:
Il castigo di Dio nella vita presente non è mai fine a sé stesso, ma è pedagogico, cioè mira al vero bene dell'uomo: sottraendogli dei beni transitori, lo richiama a orientarsi al Bene eterno, unico vero bene fino in fondo.
Dio vuole il nostro bene, ci ama più di quanto noi amiamo noi stessi, per cui non ci darebbe alcuna sofferenza se non fosse un mezzo inevitabile per guidarci a una gioia mille volte più grande:
Le sofferenze del tempo presente non reggono il confronto con la Gloria che si manifesterà.
Sembrano essere vere entrambe le ipotesi, ma in diversa misura, come si desume dalla diversa distribuzione percentuale dell'AIDS.
esso non riguarda solo gli omosessuali, ma anche gli eterosessuali, dunque colpisce anche la compulsività in quanto tale, omo- o etero-sessuale;
tuttavia è un fatto che l'AIDS colpisce, in proporzione, molto di più gli omosessuali, dunque esso si configura anche come un castigo per la consumazione di atti omosessuali.
L'AIDS può essere visto, in un'ottica provvidenziale, come un segno forte con cui il Creatore richiama la sua creatura a un comportamento più responsabile.
Noi abbiamo proposto l'idea di una casta unione: in generale se tutti gli eterosessuali osservassero la fedeltà matrimoniale e i diversi osservassero la castità l'AIDS scomparirebbe.
Preghiamo, comunque, il Signore che la Sua mano non sia mai troppo pesante con noi e che noi sappiamo accettare in pace i Suoi richiami, per incamminarci con decisione, in questa breve vita, verso la Felicità che non avrà fine, accompagnati da tanti fratelli nella fede che ci testimoniano una vita nuova, in Cristo.
E verso chi è colpito da questo castigo il nostro atteggiamento sia di pietà e di condivisione: che non si pensi "gli sta bene, se l'è voluta", ma "povero fratello mio, io al tuo posto, sarei stato molto peggiore di te e meriterei castighi ben maggiori."
plausibilità generale
L'idea di castigo di Dio, in questa vita, per una colpa commessa dall'uomo è senz'altro un'idea biblica:
- senza dubbio veterotestamentaria: l'Antico Testamento è pieno della dialettica colpa/pena, cioè colpa/castigo: il popolo eletto paga le sue infedeltà all'Alleanza con sofferenze che Dio stesso gli infligge;
- ma a ben vedere essa è presente anche nel Nuovo Testamento
- Gesù stesso, ad esempio, prevede il castigo di Gerusalemme per la colpa di condannarLo a morte, e piange su di essa;
- S.Paolo nella lettera ai Romani, altro esempio, parla proprio dei comportamenti contro natura come di un castigo di Dio contro chi non ha saputo usare bene la ragione, riconoscendoLo;
- nell'Apocalisse, infine, si parla dei castighi di Dio su Babilonia, la “grande prostituta”.
per il nostro bene
Il castigo di Dio nella vita presente non è mai fine a sé stesso, ma è pedagogico, cioè mira al vero bene dell'uomo: sottraendogli dei beni transitori, lo richiama a orientarsi al Bene eterno, unico vero bene fino in fondo.
Dio vuole il nostro bene, ci ama più di quanto noi amiamo noi stessi, per cui non ci darebbe alcuna sofferenza se non fosse un mezzo inevitabile per guidarci a una gioia mille volte più grande:
Le sofferenze del tempo presente non reggono il confronto con la Gloria che si manifesterà.
nella fattispecie
Essendo Dio Signore del creato e della storia, tutto quanto accade è o voluto o permesso da Lui. L'AIDS, non essendo solo permesso, visto che non dipende direttamente da una volontà umana, non è cioè oggetto di scelta umana, deve essere voluto da Dio: come castigo, cioè come richiamo a che l'uomo si ravveda da comportamenti che lo porterebbero alla perdizione.castigo per che cosa?
Bisogna vedere però per che cosa l'AIDS è un castigo:- per la scelta di partner del proprio sesso?
- o per il modo compulsivo, animalesco di rapportarsi al (/ai) partner(s), sia etero- che omo-sessuali?
Sembrano essere vere entrambe le ipotesi, ma in diversa misura, come si desume dalla diversa distribuzione percentuale dell'AIDS.
esso non riguarda solo gli omosessuali, ma anche gli eterosessuali, dunque colpisce anche la compulsività in quanto tale, omo- o etero-sessuale;
tuttavia è un fatto che l'AIDS colpisce, in proporzione, molto di più gli omosessuali, dunque esso si configura anche come un castigo per la consumazione di atti omosessuali.
conclusione
L'AIDS può essere visto, in un'ottica provvidenziale, come un segno forte con cui il Creatore richiama la sua creatura a un comportamento più responsabile.
Noi abbiamo proposto l'idea di una casta unione: in generale se tutti gli eterosessuali osservassero la fedeltà matrimoniale e i diversi osservassero la castità l'AIDS scomparirebbe.
Preghiamo, comunque, il Signore che la Sua mano non sia mai troppo pesante con noi e che noi sappiamo accettare in pace i Suoi richiami, per incamminarci con decisione, in questa breve vita, verso la Felicità che non avrà fine, accompagnati da tanti fratelli nella fede che ci testimoniano una vita nuova, in Cristo.
E verso chi è colpito da questo castigo il nostro atteggiamento sia di pietà e di condivisione: che non si pensi "gli sta bene, se l'è voluta", ma "povero fratello mio, io al tuo posto, sarei stato molto peggiore di te e meriterei castighi ben maggiori."
martedì 26 febbraio 2013
3a lettera di Berlicche
Mio caro Malacoda
ti dò qualche ulteriore dritta per come intervenire nella questione così attuale di omofobia/omofilia.
È interesse del Nemico che omofobi e omofili dialoghino e si
intendano il più possibile, viceversa, specularmente, è nostro supremo
interesse che tra i due schieramenti rivali non ci sia affatto dialogo
né intesa.Dobbiamo fare in modo che gli uni detestino cordialmente gli altri. Ciò è reso ancor più facile dal nuovo mezzo, i social network.
Sì perché quando due umani si incontrano in carne e ossa e si parlano, hanno più facilmente la tendenza, se non altro per buona educazione, a conservare un minimo di rispetto reciproco: è difficile per noi far in modo che gridino, si insultino e men che meno che vengano alle mani o anche peggio. Ciò può succedere solo in circostanze eccezionali, come durante una manifestazione in strada. Allora sì che lì gli animi si scaldano e per noi si aprono insperate possibilità di attizzare odio e violenza. Ma normalmente, nella vita, ahinoi, tranquilla di tutti i giorni non è così.
Invece sul web che loro chiamano 2.0, sui social network e sui siti che ospitano dei forum, lì è una vera delizia per noi solleticare gli istinti più aggressivi degli umani: uno non vede il volto dell'altro, a cui si rivolge, non può guardarlo negli occhi e sentire la sua voce; facile perciò per noi lavorare sulla sua immaginazione, deformando mostruosamente ciò che egli pensa dell'interlocutore.
Così partono facilmente gli insulti e le offese. In ogni caso, anche quando non si arriva a quelle, che sono sempre utili alla Causa di Nostro Padre che è Laggiù, è per noi un gioco da ragazzi far sì che il pensiero dell'altro venga deformato ed equivocato, e si processino spietatamente le intenzioni dell'interlocutore, ovviamente sempre in senso peggiorativo.
Così gli omofili devono vedere in chi non concorda con loro dei persecutori insopportabili, gente che opprime la loro sacrosanta (si fa per dire) libertà e che magari sarebbe pronta a pestarli e magari anche ammazzarli, se solo ne avesso l'occasione materiale.
Gli omofobi invece devono essere guidati a vedere negli omofili nient'altro che dei perveriti assatanati (dicono così, gli umani!), dediti spudoratamente al vizio, meglio se anche pedofili.
Così otteniamo il nostro effetto: seminare odio e rancore tra gli umani.
Tuo aff.mo zio
Berlicche
lunedì 25 febbraio 2013
2a lettera di Berlicche
Mio caro Malacoda
In questo senso è di fondamentale importanza allontanare da loro il pensiero degli errori passati della Chiesa. Infatti, quale maggior argomento li potrebbe portare a tale dubbio se non il pensiero che la Chiesa, nel corso della sua storia, si è già sbagliata, e molte volte? Perciò noi dobbiamo rendere gli omofobi rabbiosamente isterici sugli errori della Chiesa; essi devono negare l'evidenza che su Galileo, sull'evoluzionismo, sulla democrazia, sulla libertà di stampa, sulla questione sociale, e su altri simili casi la Chiesa si sia sbagliata.
Lasciamo pure che stimino un papa come Giovanni Paolo II, che pure ci ha arrecato tanti danni: ci è praticamente impossibile che non ne vedano completamente le grandi virtù; ma essi devono dimenticare il più possibile che tale Papa ha chiesto perdono al mondo per le colpe della Chiesa. E se qualcuno glielo ricorda, dobbiamo spingerli a reagire con stizza, liquidando la questione senza davvero pensarci.
Mi dirai che ti è sempre sembrato che gli errori della Chiesa giocassero a nostro favore, e che fosse interesse nostro, e non del Nemico, portare l'attenzione degli umani su tali errori.
Ciò è vero, ma solo in parte. La nostra politica si gioca tra due poli apparentemente opposti: l'enfatizzazione degli errori della Chiesa e la loro sottovalutazione. E non so dirti quale delle due operazioni ci sia piùvantaggiosa.
Perché il vantaggio della prima è evidente, portare discredito sulla Chiesa, il che può allontanare un certo numero di umani dalla stessa, impedendo al Nemico di portarceli via. Ma si tratta pur sempre di un'operazione talmente evidente, da risultare più facilmente smascherabile.
Più sottile, e perciò a noi più propizia, è l'operazione inversa, quella di convincere alcuni cristiani (quella che loro chiamano “la destra”) che la Chiesa non abbia mai sbagliato: la conseguenze di ciò, ottima per noi, è privare la Chiesa di oggi dalla prudente saggezza che la potrebbe portare a difendersi dai nostri tranelli, spingendola così ad allontanarsi dai piani del Nemico, proprio mentre crede di servirlo al meglio.
proseguo in quanto ti stavo dicendo nella precedente lettera, sugli omofobi.
La nostra azione avrà tanto maggiori probabilità di successo, quanto
più noi allontaneremo la mente degli omofobi dal dubbio che potrebbero sbagliarsi.In questo senso è di fondamentale importanza allontanare da loro il pensiero degli errori passati della Chiesa. Infatti, quale maggior argomento li potrebbe portare a tale dubbio se non il pensiero che la Chiesa, nel corso della sua storia, si è già sbagliata, e molte volte? Perciò noi dobbiamo rendere gli omofobi rabbiosamente isterici sugli errori della Chiesa; essi devono negare l'evidenza che su Galileo, sull'evoluzionismo, sulla democrazia, sulla libertà di stampa, sulla questione sociale, e su altri simili casi la Chiesa si sia sbagliata.
Lasciamo pure che stimino un papa come Giovanni Paolo II, che pure ci ha arrecato tanti danni: ci è praticamente impossibile che non ne vedano completamente le grandi virtù; ma essi devono dimenticare il più possibile che tale Papa ha chiesto perdono al mondo per le colpe della Chiesa. E se qualcuno glielo ricorda, dobbiamo spingerli a reagire con stizza, liquidando la questione senza davvero pensarci.
Mi dirai che ti è sempre sembrato che gli errori della Chiesa giocassero a nostro favore, e che fosse interesse nostro, e non del Nemico, portare l'attenzione degli umani su tali errori.
Ciò è vero, ma solo in parte. La nostra politica si gioca tra due poli apparentemente opposti: l'enfatizzazione degli errori della Chiesa e la loro sottovalutazione. E non so dirti quale delle due operazioni ci sia piùvantaggiosa.
Perché il vantaggio della prima è evidente, portare discredito sulla Chiesa, il che può allontanare un certo numero di umani dalla stessa, impedendo al Nemico di portarceli via. Ma si tratta pur sempre di un'operazione talmente evidente, da risultare più facilmente smascherabile.
Più sottile, e perciò a noi più propizia, è l'operazione inversa, quella di convincere alcuni cristiani (quella che loro chiamano “la destra”) che la Chiesa non abbia mai sbagliato: la conseguenze di ciò, ottima per noi, è privare la Chiesa di oggi dalla prudente saggezza che la potrebbe portare a difendersi dai nostri tranelli, spingendola così ad allontanarsi dai piani del Nemico, proprio mentre crede di servirlo al meglio.
domenica 24 febbraio 2013
1a lettera di Berlicche a Malacoda
Mio caro Malacoda
voglio metterti sull'avviso riguardo a una questione su cui occorre essere ben attenti, quella del matrimonio omosessuale.
I nostri agenti sono riusciti finora bene nell'intento di dividere il campo tra due fazioni ugualmente invise al Nemico: gli omofobi e gli omofili.
Non perderei molto tempo a parlarti di questi ultimi: sono in gran parte gay saldamente in mano nostra, hanno perso l'uso della ragione e si avvoltolano allegramente in pratiche come orge e sesso sfrenato, che, oltre a rovinargli il corpo (vedi AIDS) li rende sempre più prossimi a cadere per sempre nelle mani di Nostro Padre che è Laggiù.
Voglio invece parlarti degli omofobi, una categoria veramente divertente, perché il nostro trucco sta nel far credere loro che agiscano nell'interesse del Nemico, mentre noi sappiamo che portano abbondante acqua al nostro mulino. Esistono, certo, anche omofobi atei, ma quello che più ci diverte e appassiona sono gli omofobi cattolici.
Naturalmente è importante anzitutto che nessun omofobo ammetta di essere tale. In questo i nostri hanno fatto un buon lavoro. Sappiamo di gente che plaude al pestaggio di gay e ritiene di non essere omofobo, o di gente che siamo riusciti a convincere che la parola "frocio" non sia offensiva e sprezzante. Ti spiego alcune avvertenze che dobbiamo assolutamente osservare.
Anzitutto è di fondamentale importanza che la loro mente sia concentrata, piuttosto che sul presente, che è il tempo dove il Nemico è più forte, sul futuro. Devi fare in modo che egli non guardi, o guardi il meno possibile, al presente, dove dovrebbe considerare come in molti stati del mondo gli omosessuali sono torturati e uccisi, e sia tutto concentrato su un futuro, del quale devi cercare di accentuare i tratti foschi, apocalittici, rovinosi. Certo, noi sappiamo che non tutto il guardare al futuro è contro i piani del Nemico: ad esempio è una sua maleddetta astuzia quella di far riflettere gli umani sulla loro sorte ultraterrena, e noi spesso perdiamo il possesso di un'anima quando questo avviene; ancora, può essere secondo i suoi piani se gli umani pensano a un futuro che ha delle conferme nel passato, a qualcosa che si potrebbe ripetere perché già si è verificato. Qui invece abbiamo un futuro che non si configura affatto come la possibile ripetizione di un qualche passato, ma come qualcosa di assolutamente nuovo: mai infatti si era assistito alla totale liberalizzazione dell'omosessualità. Anche un bambino capirebbe che su un futuro assolutamente nuovo, mai visto prima, si dovrebbe ragionevolmente nutrire qualche dubbio, su di esso si potrebbero formulare delle ipotesi, ma non avere delle certezze infrangibili, invece noi dobbiamo il più possibile spingere gli omofobi alla assoluta, inossidabile, granitica certezza che il matrimonio omosessuale porterà senz'altro conseguenze catastrofiche, esiziali, diaboliche.
voglio metterti sull'avviso riguardo a una questione su cui occorre essere ben attenti, quella del matrimonio omosessuale.
I nostri agenti sono riusciti finora bene nell'intento di dividere il campo tra due fazioni ugualmente invise al Nemico: gli omofobi e gli omofili.
Non perderei molto tempo a parlarti di questi ultimi: sono in gran parte gay saldamente in mano nostra, hanno perso l'uso della ragione e si avvoltolano allegramente in pratiche come orge e sesso sfrenato, che, oltre a rovinargli il corpo (vedi AIDS) li rende sempre più prossimi a cadere per sempre nelle mani di Nostro Padre che è Laggiù.
Voglio invece parlarti degli omofobi, una categoria veramente divertente, perché il nostro trucco sta nel far credere loro che agiscano nell'interesse del Nemico, mentre noi sappiamo che portano abbondante acqua al nostro mulino. Esistono, certo, anche omofobi atei, ma quello che più ci diverte e appassiona sono gli omofobi cattolici.
Naturalmente è importante anzitutto che nessun omofobo ammetta di essere tale. In questo i nostri hanno fatto un buon lavoro. Sappiamo di gente che plaude al pestaggio di gay e ritiene di non essere omofobo, o di gente che siamo riusciti a convincere che la parola "frocio" non sia offensiva e sprezzante. Ti spiego alcune avvertenze che dobbiamo assolutamente osservare.
Anzitutto è di fondamentale importanza che la loro mente sia concentrata, piuttosto che sul presente, che è il tempo dove il Nemico è più forte, sul futuro. Devi fare in modo che egli non guardi, o guardi il meno possibile, al presente, dove dovrebbe considerare come in molti stati del mondo gli omosessuali sono torturati e uccisi, e sia tutto concentrato su un futuro, del quale devi cercare di accentuare i tratti foschi, apocalittici, rovinosi. Certo, noi sappiamo che non tutto il guardare al futuro è contro i piani del Nemico: ad esempio è una sua maleddetta astuzia quella di far riflettere gli umani sulla loro sorte ultraterrena, e noi spesso perdiamo il possesso di un'anima quando questo avviene; ancora, può essere secondo i suoi piani se gli umani pensano a un futuro che ha delle conferme nel passato, a qualcosa che si potrebbe ripetere perché già si è verificato. Qui invece abbiamo un futuro che non si configura affatto come la possibile ripetizione di un qualche passato, ma come qualcosa di assolutamente nuovo: mai infatti si era assistito alla totale liberalizzazione dell'omosessualità. Anche un bambino capirebbe che su un futuro assolutamente nuovo, mai visto prima, si dovrebbe ragionevolmente nutrire qualche dubbio, su di esso si potrebbero formulare delle ipotesi, ma non avere delle certezze infrangibili, invece noi dobbiamo il più possibile spingere gli omofobi alla assoluta, inossidabile, granitica certezza che il matrimonio omosessuale porterà senz'altro conseguenze catastrofiche, esiziali, diaboliche.
giovedì 21 febbraio 2013
adozioni: la sentenza di Strasburgo
La sentenza della corte di Strasburgo del 19/2/2013 stabilisce che (citiamo da Tempi) "nelle coppie omosessuali i partner devono avere il diritto ad adottare i
figli dei compagni, così come avviene per le coppie eterosessuali non
sposate. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani in una
sentenza emessa su un ricorso presentato da una coppia di donne
austriache e dal figlio di una di loro.
La sentenza, definitiva perché emessa dalla Grande Camera della Corte di Strasburgo, riguarda l’Austria, ma i principi valgono per tutti gli altri 46 Stati membri del Consiglio d’Europa."
Che dire? Non ci sembra sia ancora la adozione per le coppie omosessuali, ma per quelle coppie omosessuali, in cui uno dei partner è già genitore naturale (e legale) di un bambino.
Un caso molto simile a quello previsto dalla Cassazione italiana poco tempo fa: una figlia affidata alla madre (che convive con una donna) piuttosto che al padre, violento.
Francamente non vediamo in ciò motivo di particolare allarme: un figlio viene affidato a uno dei suoi (separati) genitori. Che poi questo genitore abbia fatto una certa scelta a noi sembra, non irrilevante, ma subordinato al fatto che quel genitore offra maggiore affidabilità rispetto all'altro.
Ma ormai il frullatore si è messo in moto e continua a frullare, propinando l'onnipresente "teoria del gender" come immancabile sottofondo di queste novità giuridiche, un po' come il complotto demo-pluto-giudaico-massonico faceva da immancabile sottofondo ai deliri di Hitler.
Speriamo che non manchi, soprattutto nel mondo cattolico, chi non rinuncia ad usare la ragione.
La sentenza, definitiva perché emessa dalla Grande Camera della Corte di Strasburgo, riguarda l’Austria, ma i principi valgono per tutti gli altri 46 Stati membri del Consiglio d’Europa."
Che dire? Non ci sembra sia ancora la adozione per le coppie omosessuali, ma per quelle coppie omosessuali, in cui uno dei partner è già genitore naturale (e legale) di un bambino.
Un caso molto simile a quello previsto dalla Cassazione italiana poco tempo fa: una figlia affidata alla madre (che convive con una donna) piuttosto che al padre, violento.
Francamente non vediamo in ciò motivo di particolare allarme: un figlio viene affidato a uno dei suoi (separati) genitori. Che poi questo genitore abbia fatto una certa scelta a noi sembra, non irrilevante, ma subordinato al fatto che quel genitore offra maggiore affidabilità rispetto all'altro.
Ma ormai il frullatore si è messo in moto e continua a frullare, propinando l'onnipresente "teoria del gender" come immancabile sottofondo di queste novità giuridiche, un po' come il complotto demo-pluto-giudaico-massonico faceva da immancabile sottofondo ai deliri di Hitler.
Speriamo che non manchi, soprattutto nel mondo cattolico, chi non rinuncia ad usare la ragione.
mercoledì 20 febbraio 2013
aggiornata pagina del sito
E' stata ampliata la pagina "Evitare un nuovo caso Galileo" (http://diversita.ilbello.com/xmo-omo/premessa-caso.galileo.php).
martedì 19 febbraio 2013
non esiste omofobia (in Italia)?
Nella sua difesa di Mario Palmaro dagli attacchi di Famiglia cristiana, criticata da quello per una pubblicità contro l'omofobia, Riccardo Cascioli, scrive sulla Bussola quotidiana:
Beh, insomma, ci sembra che Cascioli sia un po' distratto, o non ci veda molto bene...
Come sarebbe a dire che non ci "sono luoghi dove gli omosessuali non sono ammessi"? Sta scherzando? Magari non vengono respinti a suon di botte (ma capitano anche quelle, e più di quanto si creda), ma ci sono molti modi oltre alla violenza fisica più brutale, per mettere a disagio (e usiamo un eufemismo) una persona.
Ancora: "nel lavoro" non viene "penalizzato chi si professa gay". Ma come? Non ha ad esempio Vendola ricevuto insulti e minacce, per essersi dichiarato gay? Non solo da parte di Casa Pound, ma anche per esempio da Emilio Fede, che ne parlava facendo la voce in falsetto. Perché del resto sarebbe così difficile fare coming out, se tutto fosse così accogliente e tollerante? Siate sinceri: consigliereste a vostro figlio, se fosse omosessuale, di fare coming out? E allora, di che tolleranza stiamo parlando?
Quanto alle tasse, certo, non siamo più sotto il fascismo (chissà se questo dispiace a Cascioli) con la sua tassa sui celibi, ma per trovare luoghi sicuri e protetti, dove non corrano rischi di aggressioni omofobe, i gay devono comunque spendere di più dei normali.
C'è un'altro errore nel discorso di Cascioli, dove dice "così come violenze e sopraffazioni avvengono per tante altre persone" equiparando l'aggressione omofoba a una lite per il parcheggio o per un fischio alla fidanzata. Eh no, caro Cascioli, non è così! Qui c'è un odio per la diversità, che non c'è nel caso di una lite per parcheggio, ed è piuttosto paragonabile all'aggressione che può subire una persona down, che viene odiata per la sua diversità. Qui c'è un essere umano che non accetta un altro essere umano, c'è uno che gli fa pesare il suo modo di essere. E' non essere accettati per come si è. E' questo che è grave, e la legge dovrebbe considerare ciò appunto come una aggravante.
"ci perdonerà don Lorenzetti, ma noi questa grave emergenza omofobia non riusciamo proprio a vederla. Purtroppo la cronaca non ci risparmia anche alcuni odiosi casi di violenze e sopraffazioni nei confronti degli omosessuali, ma così come violenze e sopraffazioni avvengono per tante altre persone. Casi da condannare fermamente, è chiaro, nessuna attenuante; così come va affermato con chiarezza che ogni persona – qualunque sia la sua condizione sociale, economica, morale – va sempre accolta. Detto questo è però chiaramente demagogico parlare di discriminazioni nella società: risulta a don Lorenzetti e don Sciortino che ci siano luoghi dove gli omosessuali non sono ammessi? O che nel lavoro venga penalizzato chi si professa gay? O che agli omosessuali dichiarati venga fatta scattare una tassa particolare"
Beh, insomma, ci sembra che Cascioli sia un po' distratto, o non ci veda molto bene...
Come sarebbe a dire che non ci "sono luoghi dove gli omosessuali non sono ammessi"? Sta scherzando? Magari non vengono respinti a suon di botte (ma capitano anche quelle, e più di quanto si creda), ma ci sono molti modi oltre alla violenza fisica più brutale, per mettere a disagio (e usiamo un eufemismo) una persona.
Ancora: "nel lavoro" non viene "penalizzato chi si professa gay". Ma come? Non ha ad esempio Vendola ricevuto insulti e minacce, per essersi dichiarato gay? Non solo da parte di Casa Pound, ma anche per esempio da Emilio Fede, che ne parlava facendo la voce in falsetto. Perché del resto sarebbe così difficile fare coming out, se tutto fosse così accogliente e tollerante? Siate sinceri: consigliereste a vostro figlio, se fosse omosessuale, di fare coming out? E allora, di che tolleranza stiamo parlando?
Quanto alle tasse, certo, non siamo più sotto il fascismo (chissà se questo dispiace a Cascioli) con la sua tassa sui celibi, ma per trovare luoghi sicuri e protetti, dove non corrano rischi di aggressioni omofobe, i gay devono comunque spendere di più dei normali.
C'è un'altro errore nel discorso di Cascioli, dove dice "così come violenze e sopraffazioni avvengono per tante altre persone" equiparando l'aggressione omofoba a una lite per il parcheggio o per un fischio alla fidanzata. Eh no, caro Cascioli, non è così! Qui c'è un odio per la diversità, che non c'è nel caso di una lite per parcheggio, ed è piuttosto paragonabile all'aggressione che può subire una persona down, che viene odiata per la sua diversità. Qui c'è un essere umano che non accetta un altro essere umano, c'è uno che gli fa pesare il suo modo di essere. E' non essere accettati per come si è. E' questo che è grave, e la legge dovrebbe considerare ciò appunto come una aggravante.
lunedì 18 febbraio 2013
essere sé stessi
Per don Ariel - mi perdoni se lo cito ancora, ma mi dà del materiale su cui riflettere - Gesù dice "sii te stesso" solo agli eterosessuali, mentre se lo dicesse ai "diversi" sarebbe come incitarli al peccato.
A me pare che tale convinzione nasca da un modo equivoco e superficiale, absit iniuria, di intendere la verità di sé. Tutti gli esseri umani, al di là dell'orientamente sessuale, hanno la stessa natura, che è in fondo desiderio di felicità, di perfetta felicità, dunque di infinito. Essere sé stessi vuol dire allora andare a fondo di sé, fino a guardare questo desiderio di infinito che ci costituisce. E quindi anche chi è diverso in fin dei conti desidera la stessa cosa. Anche a lui si rivolge Cristo dicendogli "sii te stesso".
A me pare che tale convinzione nasca da un modo equivoco e superficiale, absit iniuria, di intendere la verità di sé. Tutti gli esseri umani, al di là dell'orientamente sessuale, hanno la stessa natura, che è in fondo desiderio di felicità, di perfetta felicità, dunque di infinito. Essere sé stessi vuol dire allora andare a fondo di sé, fino a guardare questo desiderio di infinito che ci costituisce. E quindi anche chi è diverso in fin dei conti desidera la stessa cosa. Anche a lui si rivolge Cristo dicendogli "sii te stesso".
lunedì 11 febbraio 2013
Diversi e consacrati?
Il problema dei preti pedofili ha provocato un ripensamento nei vertici della Chiesa sul tema della ammissibilità alla vita sacerdotale di persone con tendenze omosessuali (e in genere diverse).
il documento vaticano del 2005
Documento importante di questa svolta è l'Istruzione della Congregazione per l'educazione cattolicacirca i criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al seminario e agli ordini sacri, del 2005, riguardo alla quale si può leggere un'interessante intervista di 30 Giorni con il card. Grocholewski.
Ne riportiamo comunque il nocciolo:
Alla fine si è deciso, appunto, che non è opportuno ammettere al sacerdozio chi pratica l’omosessualità, chi ha tendenze radicate all’omosessualità e chi promuove la cosiddetta cultura gay.Si possono notare tre elementi che pregiudicano l'ammissione al sacerdozio:
- la pratica di atti omosessuali,
- la
promozione della cultura gay,
- la presenza di radicate tendenze omosessuali.
È
cultura gayad esempio qualunque idea che sostenga la legalizzazioni delle unione omosessuali? O non lo è piuttosto solo una cultura che teorizzi una sfrenata ricerca del piacere sessuale, disgiunto da un riferimento all'integralità della persona?
Ma soprattutto è a nostro avviso discutibile il terzo punto: la presenza di radicate tendenze omosessuali.
Benché ad esempio il card. Grocholewski ammetta che
alcuni con tendenze omosessuali possono esercitare il sacerdozio in maniera esemplare, conclude poi però che
non è opportuno chiamare al sacerdozio queste persone: ma come? Sono preti
esemplari, ma non avrebbero mai dovuto diventare preti? Non è un po' confuso e contraddittorio il discorso?
le proposte ultras di don Ariel e don Oko
Abbiamo già ricordato le proposte, che chiameremmo oltranziste, di don Ariel e don Oko: per loro non solo chi ha tendenze profondamente radicate, ma anche chi ne ha di appena accennate etransitoriedeve essere tenuto lontano dagli ordini sacri.
Anche a loro, a maggior ragione a loro, obbietterei quanto ho appena sopra detto. Aggiungendo che, siccome una certa percentuale di diversità sessuale è presente in ogni essere umano, tranne Gesù, Sua Madre e, crediamo, anche S.Giuseppe, a questo punto bisognerebbe chiudere i seminari e restare senza preti e senza vescovi...
la posta in gioco
Noi qui crediamo che siano in gioco, come già abbiamo detto, due fattori:- la libertà del soggetto umano, che deve impegnarsi a seguire Cristo con sincerità, e
- la potenza della Grazia soprannaturale che si manifesta sia nell'interiorità del soggetto sia nel sostegno di una realtà ecclesiale viva e vivace;
Crediamo in un Fato plumbeo o nella Provvidenza? È Dio che chiama chi vuole Lui o siamo noi uomini a misurare?
Non ha forse chiamato Saulo, che lamentava di avere una spina nella carne, che Dio non gli toglieva? Non ha chiamato il card. Newman?
È la natura (malata), che piega a sé la Grazia, o non è piuttosto la Grazia che piega e risana la natura?
Benedetto XVI lascia
Emozione, un po' di tristezza, ma anche la fiducia che lo Spirito guida la Chiesa e aiuterà a trovare un degno successore al Santo Padre Benedetto, al quale vanno i nostri più affettuosi auguri e, nonostante su questo tema non fossimo totalmente daccordo, la nostra filiale gratitudine.
domenica 10 febbraio 2013
preti pedofili: una riflessione
Quali possono essere state le cause di questo fenomeno, che ha
assunto proporzioni preoccupanti? A noi sembra che si possano
intravvedere senz'altro le seguenti
C'è stata insomma una riduzione della fede a impegno politico-sociale, clamorosamente evidente ad esempio nel caso della Teologia della Liberazione.
Questa perdita della fede in Gesù Cristo, Uomo-Dio capace di cambiare l'umano, salvandolo, è certamente una delle cause più importanti, anzi a nostro avviso la più importante, per spiegare il fenomeno dei “preti pedofili”: senza fede, senza rapporto personale con Cristo è pressoché impossibile conservarsi casti e qualunque caduta diventa possibile.
In estrema sintesi la loro spiegazione del fenomeno preti pedofili è molto semplice: si tratta di gay maliziosamente infiltratisi negli ordini sacri, avendo già in partenza in mente di farsene un baffo degli insegnamenti della Chiesa e del voto di verginità.
Non vogliamo dire che le tesi dei due sacerdoti siano completamente false: anzitutto noi crediamo che le loro intenzioni siano buone; inoltre nella misura in cui le loro affermazioni si riferiscono a dei fatti, di cui hanno una documentata e accertata conoscenza, noi non contestiamo tali fatti (contra factum non valet argumentum, se è veramente un fatto, e non un'illazione, si badi bene). Se ci sono casi di persone, con orientamento omosessuale che sono entrate a far parte del clero con la riserva mentale di continuare a praticare atti omosessuali anche dopo l'ordinazione sacerdotale o i voti religiosi, tanto più se coinvolgendo minori in tali atti, se quindi ci sono persone che hanno maliziosamente ingannato la Chiesa visibile per scopi fraudolenti e miserandi, è giusto che tali persone siano messe nelle condizioni di non nuocere più, dalla posizione, magari di potere, che hanno.
Tuttavia a nostro avviso c'è un equivoco nelle posizioni di don Oko e di don Ariel: un conto infatti è la (giusta) denuncia di una malizia, di un malizioso progetto, altro conto è sbattere la porta in faccia a chi, pur avendo qualche inclinazione diversa, è sinceramente intenzionato a seguire Cristo e a rispondere alla vocazione che Dio gli dà.
Infatti la conseguenza a cui arrivano i due sacerdoti è che bisogna tassativamente impedire l'ingresso nel sacerdozio a chiunque abbia la seppur minima traccia di orientamento omosessuale.
Questa conseguenza a nostro avviso è una oggettiva sfiducia nella potenza della Grazia.
- il contesto storico di scristianizzazione e di banalizzazione del sesso,
- la prevalenza dell'orizzontalità dopo il Vaticano II, la perdita di una fede integrale, di un rapporto personale e intenso con Gesù Cristo.
il contesto esterno: scristianizzazione e banalizzazione del sesso
Una società cristiana aiuta un sacerdote ad essere fedele alla sua vocazione, una società scristianizzata può sì essere anche occasione di maturazione della fede, per i più santi, ma per molti, dalla fede un po' più tiepida, è occasione di scoraggiamento e di demotivazione. Il contesto sempre più scristianizzato della società fa così da importante sfondo condizionante ai cedimenti e ai tradimenti dei preti pedofili.il contesto interno alla Chiesa: una pura orizzontalità
Ma il contesto esterno non avrebbe potuto fare molto, se non avesse avuto una complicità anche all'interno della Chiesa. Soprattutto dagli anni '60, in seguito a una distorta interpretazione del Concilio Vaticano II, si è verificata in molti una metamorfosi della fede, che ha perso o ridotto molto il suo riferimento alla Trascendenza e al Soprannaturale, per concentrarsi su una pura orizzontalità (l'impegno per i poveri, per i deboli, gli emarginati).C'è stata insomma una riduzione della fede a impegno politico-sociale, clamorosamente evidente ad esempio nel caso della Teologia della Liberazione.
Questa perdita della fede in Gesù Cristo, Uomo-Dio capace di cambiare l'umano, salvandolo, è certamente una delle cause più importanti, anzi a nostro avviso la più importante, per spiegare il fenomeno dei “preti pedofili”: senza fede, senza rapporto personale con Cristo è pressoché impossibile conservarsi casti e qualunque caduta diventa possibile.
spiegazioni riduttive
Non mancano altre spiegazioni, però. Ci riferiamo soprattutto alle tesi sostenute dal polacco don Oko e dall'italiano don Ariel Levi di Gualdo.In estrema sintesi la loro spiegazione del fenomeno preti pedofili è molto semplice: si tratta di gay maliziosamente infiltratisi negli ordini sacri, avendo già in partenza in mente di farsene un baffo degli insegnamenti della Chiesa e del voto di verginità.
Non vogliamo dire che le tesi dei due sacerdoti siano completamente false: anzitutto noi crediamo che le loro intenzioni siano buone; inoltre nella misura in cui le loro affermazioni si riferiscono a dei fatti, di cui hanno una documentata e accertata conoscenza, noi non contestiamo tali fatti (contra factum non valet argumentum, se è veramente un fatto, e non un'illazione, si badi bene). Se ci sono casi di persone, con orientamento omosessuale che sono entrate a far parte del clero con la riserva mentale di continuare a praticare atti omosessuali anche dopo l'ordinazione sacerdotale o i voti religiosi, tanto più se coinvolgendo minori in tali atti, se quindi ci sono persone che hanno maliziosamente ingannato la Chiesa visibile per scopi fraudolenti e miserandi, è giusto che tali persone siano messe nelle condizioni di non nuocere più, dalla posizione, magari di potere, che hanno.
Tuttavia a nostro avviso c'è un equivoco nelle posizioni di don Oko e di don Ariel: un conto infatti è la (giusta) denuncia di una malizia, di un malizioso progetto, altro conto è sbattere la porta in faccia a chi, pur avendo qualche inclinazione diversa, è sinceramente intenzionato a seguire Cristo e a rispondere alla vocazione che Dio gli dà.
Infatti la conseguenza a cui arrivano i due sacerdoti è che bisogna tassativamente impedire l'ingresso nel sacerdozio a chiunque abbia la seppur minima traccia di orientamento omosessuale.
Questa conseguenza a nostro avviso è una oggettiva sfiducia nella potenza della Grazia.
Se ci sono stati preti pedofili, noi crediamo, non è tanto perché erano persone condannate in partenza ad esserlo, a motivo di qualcosa di involontario presente in loro, ma perché
non hanno avuto fede,
non hanno coltivato un rapporto personale con Cristo,
non hanno pregato abbastanza.
non hanno avuto fede,
non hanno coltivato un rapporto personale con Cristo,
non hanno pregato abbastanza.
venerdì 8 febbraio 2013
esplicitiamo meglio un punto
Tutto il discorso che facciamo qui su questo Blog e sul sito, si regge se e solo se è vero, come dice il Catechismo della Chiesa cattolica, vi sono persone irrimediabilmente (inguaribilmente) orientate in senso omosessuale.
Curiosamente sembra essere questa l'idea di don Levi di Guado e di don Oki, i cui interventi potete trovare su la nuova bussola quotidiana, e per i quali nessuno può guarire dall'omosessualità, neanche se presente in lui/lei in percentuali minime.
All'estremo opposto sta Joseph Nicolosi, per il quale tutti possono guarire dall'omosessualità.
Se avesse ragione Nicolosi (e torto il Catechismo) tutte le conclusioni che abbiamo tratto su caste unioni, matrimoni egualiteri e adozioni, cadrebbero. Perché allora il dovere di ogni persona che avverte in sé spinte diverse sarebbe quello di curarsi a oltranza.
Curiosamente sembra essere questa l'idea di don Levi di Guado e di don Oki, i cui interventi potete trovare su la nuova bussola quotidiana, e per i quali nessuno può guarire dall'omosessualità, neanche se presente in lui/lei in percentuali minime.
All'estremo opposto sta Joseph Nicolosi, per il quale tutti possono guarire dall'omosessualità.
Se avesse ragione Nicolosi (e torto il Catechismo) tutte le conclusioni che abbiamo tratto su caste unioni, matrimoni egualiteri e adozioni, cadrebbero. Perché allora il dovere di ogni persona che avverte in sé spinte diverse sarebbe quello di curarsi a oltranza.
giovedì 7 febbraio 2013
ancora un commento all'apertura di mons. Paglia
Riportiamo un articolo apparso su Gionata.org:
Vaticano e unioni omosessuali, la cura Martini dà i suoi frutti
Articolo del 6 febbraio 2013 di Giovanni Panettiere pubblicato su quotidiano.net
CHISSÀ cosa direbbe il Vaticano, se i leader politici italiani si dichiarassero gay per esprimere la loro solidarietà a Nichi Vendola, vittima di attacchi omofobi? La domanda è presa in prestito dall'editoriale del direttore Antonio Padellaro su Il Fatto quotidiano di ieri.
Di nostro c'è solo la risposta: dalle mure leonine, statene certi, uscirebbero meno strali di qualche mese addietro. Perché anche Oltre Tevere la musica sta lentamente cambiando, come ha notato persino una vecchia volpe della galassia omosessuale, Franco Grillini.
CHISSÀ cosa direbbe il Vaticano, se i leader politici italiani si dichiarassero gay per esprimere la loro solidarietà a Nichi Vendola, vittima di attacchi omofobi? La domanda è presa in prestito dall'editoriale del direttore Antonio Padellaro su Il Fatto quotidiano di ieri.
Di nostro c'è solo la risposta: dalle mure leonine, statene certi, uscirebbero meno strali di qualche mese addietro. Perché anche Oltre Tevere la musica sta lentamente cambiando, come ha notato persino una vecchia volpe della galassia omosessuale, Franco Grillini.
FINORA ad auspicare una normativa
italiana per le coppie di fatto, anche dello stesso sesso, erano stati
solo vescovi di piccole diocesi. La memoria corre all'apripista Giovanni
Giudici di Pavia, che nel 2007 aprì ai Dico, a Paolo Urso (Ragusa), a
Giuseppe Morosini (Locri). Nulla di più. Nelle ultime settimane, però,
il dibattito ecclesiale sul tema ha registrato accelerazioni a dir poco
significative.
Senza che la stampa laica se ne accorgesse più di tanto, il 14 gennaio il ministro della famiglia della Conferenza episcopale italiana, il vescovo Enrico Solmi, con riferimento alla tutela della convivenze omosessuali, ha dichiarato: "Credo che sia opportuno operare sui diritti della persona in quanto tale, che pertanto possa scegliere in modo libero della possibilità di essere assistito in caso di malattia o di poter attribuire i propri beni ad una persona scelta, al di là di precedenti forme di unione matrimoniale" (Radio Vaticana).
ANCORA più esplicito è stato monsignor Vincenzo Paglia, che, forte di una collaudata capacità comunicativa, lunedì nella sua prima conferenza stampa da responsabile vaticano della famiglia (il suo raggio di competenza abbraccia l'intera Chiesa universale), ha conquistato le luci della ribalta, aprendo una breccia sui diritti delle coppie dello stesso sesso. Nello specifico, dal vescovo uscente di Terni è giunto un appello, affinché siano individuate. In più Paglia, ricordando che , ha invitato i
governi , in nome della pari dignità tra tutti gli uomini.
NON ERA mai successo che un ministro vaticano invocasse, anche solo in maniera implicita, una regolamentazione delle unioni fra persone dello stesso sesso. Anzi, proprio il predecessore di Paglia al Pontificio consiglio per la famiglia, il cardinale Ennio Antonelli, solo il 13 aprile scorso così stigmatizzava la sentenza della Cassazione che ha riconosciuto il diritto alla vita familiare anche nelle coppie omosessuali: <È certamente una strategia che viene portata avanti. Dove non si riesce attraverso i parlamenti ad affermare i diritti delle unioni gay lo si fa attraverso le sentenze dei giudici, delle corti, cercando gradualmente di aggirare la legge e reinterpretare i diritti>. E ancora, come dimenticare, correva l'anno 2008, l'opposizione dell'osservatore permanente della Santa sede all'Onu, monsignor Celestino Migliore, contro il progetto francese di depenalizzazione dell'omosessualità su scala mondiale?
CERTO, sia Solmi che Paglia non hanno mai avuto la fama di conservatori. Il primo, una volta nominato vescovo di Parma, ha deciso di continuare il progetto di pastorale diocesana per le persone omosessuali, avviato dal predecessore, monsignor Cesare Bonicelli, il secondo ha sempre trasmesso, un po' per il suo ruolo di guida spirituale nella Comunità di Sant'Egidio, un po' per il carattere mite, l'immagine di una Chiesa caritatevole e dalle buone maniere. Inoltre non va dimenticato che entrambe le aperture sono state espresse in un contesto di netta opposizione a qualsiasi discorso a favore delle nozze omosex. Solmi e Paglia hanno bocciato questa ipotesi in virtù di un chiaro rimando alla centralità generativa del matrimonio.
In altri termini, l'eco dei due presuli è caduto sul bonum prolis che dei tria bona matrimonii - gli altri fini classici delle nozze canoniche sono l'indissolubilità e la fedeltà - per secoli è stato il più sostenuto dalla Chiesa.
Quasi che fosse l'unico scopo del matrimonio. Questo fino al Concilio Vaticano II che, con la costituzione Gaudium et spes, ha arricchito la platea dei valori, tutti di eguale dignità, alla base dell'intima communio vitae et amoris. Ma, come è noto e certi pronunciamenti sono lì a dimostrarlo, il Concilio non è stato ancora attuato integralmente. E chissà mai se lo sarà.
SAREBBE tuttavia ingeneroso sminuire le uscite dei due alti vertici ecclesiali, facendo leva sulla loro opposizione alle nozze omosessuali. Anche perché certi spiragli acquistano una rilevanza maggiore in una campagna elettorale dove persino nel Pdl, dopo il via libera di Silvio Berlusconi sui diritti per gay e lesbiche (7 gennaio 2013), l'ala liberal ha ottenuto un minimo di visibilità. D'altronde, se è vero che le leggi le vara il Parlamento, è anche vero che, specie su certi temi, le alte sfere della Chiesa non restano a guardare.
Questo per dire che l'attuale terreno socio-politico si presenta più favorevole a chi rivendica una tutela giuridica per le coppie di fatto. In fondo anche nel popolo di Dio le parole del cardinale Carlo Maria Martini (, Credere e
conoscere, 2012) stanno danno i loro frutti.
Non è un caso che proprio Paglia, il giorno dopo la scomparsa dell'emerito di Milano, ai microfoni di Radio Vaticana (1 settembre 2012), pianse la perdita di e la morte di Peccato che oggi Martini non possa commentare le
aperture che lui stesso auspicava. Ma almeno da lassù potrà sorriderne.
Senza che la stampa laica se ne accorgesse più di tanto, il 14 gennaio il ministro della famiglia della Conferenza episcopale italiana, il vescovo Enrico Solmi, con riferimento alla tutela della convivenze omosessuali, ha dichiarato: "Credo che sia opportuno operare sui diritti della persona in quanto tale, che pertanto possa scegliere in modo libero della possibilità di essere assistito in caso di malattia o di poter attribuire i propri beni ad una persona scelta, al di là di precedenti forme di unione matrimoniale" (Radio Vaticana).
ANCORA più esplicito è stato monsignor Vincenzo Paglia, che, forte di una collaudata capacità comunicativa, lunedì nella sua prima conferenza stampa da responsabile vaticano della famiglia (il suo raggio di competenza abbraccia l'intera Chiesa universale), ha conquistato le luci della ribalta, aprendo una breccia sui diritti delle coppie dello stesso sesso. Nello specifico, dal vescovo uscente di Terni è giunto un appello, affinché siano individuate
NON ERA mai successo che un ministro vaticano invocasse, anche solo in maniera implicita, una regolamentazione delle unioni fra persone dello stesso sesso. Anzi, proprio il predecessore di Paglia al Pontificio consiglio per la famiglia, il cardinale Ennio Antonelli, solo il 13 aprile scorso così stigmatizzava la sentenza della Cassazione che ha riconosciuto il diritto alla vita familiare anche nelle coppie omosessuali: <È certamente una strategia che viene portata avanti. Dove non si riesce attraverso i parlamenti ad affermare i diritti delle unioni gay lo si fa attraverso le sentenze dei giudici, delle corti, cercando gradualmente di aggirare la legge e reinterpretare i diritti>. E ancora, come dimenticare, correva l'anno 2008, l'opposizione dell'osservatore permanente della Santa sede all'Onu, monsignor Celestino Migliore, contro il progetto francese di depenalizzazione dell'omosessualità su scala mondiale?
CERTO, sia Solmi che Paglia non hanno mai avuto la fama di conservatori. Il primo, una volta nominato vescovo di Parma, ha deciso di continuare il progetto di pastorale diocesana per le persone omosessuali, avviato dal predecessore, monsignor Cesare Bonicelli, il secondo ha sempre trasmesso, un po' per il suo ruolo di guida spirituale nella Comunità di Sant'Egidio, un po' per il carattere mite, l'immagine di una Chiesa caritatevole e dalle buone maniere. Inoltre non va dimenticato che entrambe le aperture sono state espresse in un contesto di netta opposizione a qualsiasi discorso a favore delle nozze omosex. Solmi e Paglia hanno bocciato questa ipotesi in virtù di un chiaro rimando alla centralità generativa del matrimonio.
In altri termini, l'eco dei due presuli è caduto sul bonum prolis che dei tria bona matrimonii - gli altri fini classici delle nozze canoniche sono l'indissolubilità e la fedeltà - per secoli è stato il più sostenuto dalla Chiesa.
Quasi che fosse l'unico scopo del matrimonio. Questo fino al Concilio Vaticano II che, con la costituzione Gaudium et spes, ha arricchito la platea dei valori, tutti di eguale dignità, alla base dell'intima communio vitae et amoris. Ma, come è noto e certi pronunciamenti sono lì a dimostrarlo, il Concilio non è stato ancora attuato integralmente. E chissà mai se lo sarà.
SAREBBE tuttavia ingeneroso sminuire le uscite dei due alti vertici ecclesiali, facendo leva sulla loro opposizione alle nozze omosessuali. Anche perché certi spiragli acquistano una rilevanza maggiore in una campagna elettorale dove persino nel Pdl, dopo il via libera di Silvio Berlusconi sui diritti per gay e lesbiche (7 gennaio 2013), l'ala liberal ha ottenuto un minimo di visibilità. D'altronde, se è vero che le leggi le vara il Parlamento, è anche vero che, specie su certi temi, le alte sfere della Chiesa non restano a guardare.
Questo per dire che l'attuale terreno socio-politico si presenta più favorevole a chi rivendica una tutela giuridica per le coppie di fatto. In fondo anche nel popolo di Dio le parole del cardinale Carlo Maria Martini (
Non è un caso che proprio Paglia, il giorno dopo la scomparsa dell'emerito di Milano, ai microfoni di Radio Vaticana (1 settembre 2012), pianse la perdita di
"padre" e "madre"
L'assemblea nazionale francese sta discutendo se sostituire ai termini "padre" e "madre", nel caso di coppie sposate omosessuali, il termine "genitori".
Mi sembra importante che tale sostituzione non riguardi tutti, ma solo i genitori omoparentali. Il timore che affiora all'interno del mondo cattolico era invece che tutti dovessero rinunciare a poter chiamare padre e madre i genitori.
Mi sembra importante che tale sostituzione non riguardi tutti, ma solo i genitori omoparentali. Il timore che affiora all'interno del mondo cattolico era invece che tutti dovessero rinunciare a poter chiamare padre e madre i genitori.
mercoledì 6 febbraio 2013
un prete gay francese contro il marriage pour tous
Lo si può vedere qui: il francese p. Marie Bernard Duvert, a cui la Chiesa ha tolto il ministero sacerdotale a motivo della sua conclamata omosessualità, ormai sessantenne si dice contrario alla legge che sta per istituire in Francia il matrimonio per tutti (marriage pour tous).
Infatti secondo lui l'omosessualità significa preziosa libertà e non può lasciarsi inscaltolare dentro i limiti di un matrimonio, che ne chiuderebbe la vitalità creativa.
Una posizione certamente singolare, per più versi criticabile. A noi sembra che a) nessuno sarà costretto a sposarsi, ma b) chi lo vorrà, potrà rendere più responsabile e costruttiva la sua affettività.
Infatti secondo lui l'omosessualità significa preziosa libertà e non può lasciarsi inscaltolare dentro i limiti di un matrimonio, che ne chiuderebbe la vitalità creativa.
Una posizione certamente singolare, per più versi criticabile. A noi sembra che a) nessuno sarà costretto a sposarsi, ma b) chi lo vorrà, potrà rendere più responsabile e costruttiva la sua affettività.
martedì 5 febbraio 2013
qualcosa si muove
Caute aperture alla questione delle unioni omosessuali da parte di mons. Paglia.
Leggiamo il commento di Vito Mancuso (non è detto che lo condividiamo, ma è comunque un intellettuale abbastanza importante):
IN CARICA dalla fine di giugno, il nuovo presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia è laureato, oltre che in teologia e filosofia, anche in pedagogia,
e si vede.
Nella sua prima conferenza stampa da responsabile vaticano per la famiglia monsignor Vincenzo Paglia ha infatti pronunciato parole che, in Vaticano, sull’argomento spinosissimo dei diritti civili delle coppie gay, io non ricordo siano mai state pronunciate.
Naturalmente, nelle sue parole al primo posto non poteva non esserci la difesa del primato della famiglia tradizionale, come è giusto che sia nell’impostazione cattolica e non solo cattolica, visto che il primato della famiglia tradizionale è un’impostazione condivisa da tutte le grandi tradizioni spirituali dell’umanità, sia religiose sia filosofiche, che non hanno mai conosciuto un matrimonio tra persone dello
stesso sesso. Ma non può non sorprendere il fatto che monsignor Paglia abbia parlato di un necessario riconoscimento dei diritti civili delle coppie di fatto, includendo esplicitamente tra queste, oltre alle coppie eterosessuali, anche quelle omosessuali. «I diritti individuali vanno garantiti », ha detto, aggiungendo che vanno trovate «soluzioni di diritto privato», «all’interno del codice di diritto privato», per tenere conto anche degli aspetti «patrimoniali ». È la prima volta che un ministro vaticano riconosce esplicitamente e pubblicamente l’esistenza delle coppie omosessuali rendendole soggetto di diritti? A me pare di sì, e non posso non salutare questa affermazione come un significativo passo in avanti. Ricordo infatti che la Santa Sede si è espressa sempre in modo contrario rispetto
alla tutela delle coppie omosessuali anche a livello di diritto privato: in Italia tutti ricordano la ferma opposizione contro il progetto del governo Prodi a proposito dei cosiddetti “dico”, mentre nel 2008 l’osservatore permanente della Santa Sede all’Onu, monsignor Celestino Migliore, si espresse contro un progetto della Francia che chiedeva la depenalizzazione universale dell’omosessualità, contrarietà ribadita nel 2011 dall’osservatore permanente della Santa Sede presso l’ufficio dell’Onu a Ginevra monsignor Silvano Tomasi. Ieri invece, in Vaticano, monsignor Paglia ha dichiarato che «un conto è il tema del matrimonio gay, sul quale è nota la nostra posizione, un altro sono le discriminazioni. Nel mondo ci sono forse 25 Paesi dove l’omosessualità è reato. Mi augurerei che
come Chiesa combatteremo tutto questo».
Una sterzata abbastanza netta rispetto all’intransigenza esibita finora, anche in considerazione del fatto che alla fine del 2012 papa Benedetto XVI in un’udienza pubblica aveva ricevuto una politica ugandese di nome Rebecca Kadaga, promotrice di azioni legislative particolarmente dure contro la convivenza degli omosessuali. Monsignor Paglia ha detto invece che occorre riaffermare «la pari dignità di tutti i figli di Dio, tutti in questo senso sono santi, perché hanno il sigillo di Dio, nessuno non ce l’ha; e dunque tutti sono intoccabili », parole che hanno fatto risentire un po’ di profumo evangelico nelle sale del potere vaticano.
Il cardinal Martini aveva espresso una posizione analoga. Dopo aver sottolineato
che «Dio ci ha creati uomo e donna, e perciò la dottrina morale tradizionale conserva delle buone ragioni» di modo che «la coppia omosessuale in quanto tale non potrà mai essere equiparata in tutto al matrimonio», aveva aggiunto: «Sono pronto ad ammettere il valore di un’amicizia duratura e fedele tra due persone dello stesso sesso », quindi «non è male che due persone abbiano una certa stabilità e in questo lo Stato potrebbe anche favorirli; non condivido la posizione di chi, nella Chiesa, se la prende con le unioni civili». Fino a ieri la posizione di chi se la prende con le unioni civili era ampiamente maggioritaria nella Chiesa cattolica. Dopo le aperture del nuovo Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia le cose sono cambiate?
Leggiamo il commento di Vito Mancuso (non è detto che lo condividiamo, ma è comunque un intellettuale abbastanza importante):
LA PARI DIGNITÀ DEI FIGLI DI DIO
Prima apertura nella Chiesa “Diritti alle coppie gay”
VITO MANCUSOIN CARICA dalla fine di giugno, il nuovo presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia è laureato, oltre che in teologia e filosofia, anche in pedagogia,
e si vede.
Nella sua prima conferenza stampa da responsabile vaticano per la famiglia monsignor Vincenzo Paglia ha infatti pronunciato parole che, in Vaticano, sull’argomento spinosissimo dei diritti civili delle coppie gay, io non ricordo siano mai state pronunciate.
Naturalmente, nelle sue parole al primo posto non poteva non esserci la difesa del primato della famiglia tradizionale, come è giusto che sia nell’impostazione cattolica e non solo cattolica, visto che il primato della famiglia tradizionale è un’impostazione condivisa da tutte le grandi tradizioni spirituali dell’umanità, sia religiose sia filosofiche, che non hanno mai conosciuto un matrimonio tra persone dello
stesso sesso. Ma non può non sorprendere il fatto che monsignor Paglia abbia parlato di un necessario riconoscimento dei diritti civili delle coppie di fatto, includendo esplicitamente tra queste, oltre alle coppie eterosessuali, anche quelle omosessuali. «I diritti individuali vanno garantiti », ha detto, aggiungendo che vanno trovate «soluzioni di diritto privato», «all’interno del codice di diritto privato», per tenere conto anche degli aspetti «patrimoniali ». È la prima volta che un ministro vaticano riconosce esplicitamente e pubblicamente l’esistenza delle coppie omosessuali rendendole soggetto di diritti? A me pare di sì, e non posso non salutare questa affermazione come un significativo passo in avanti. Ricordo infatti che la Santa Sede si è espressa sempre in modo contrario rispetto
alla tutela delle coppie omosessuali anche a livello di diritto privato: in Italia tutti ricordano la ferma opposizione contro il progetto del governo Prodi a proposito dei cosiddetti “dico”, mentre nel 2008 l’osservatore permanente della Santa Sede all’Onu, monsignor Celestino Migliore, si espresse contro un progetto della Francia che chiedeva la depenalizzazione universale dell’omosessualità, contrarietà ribadita nel 2011 dall’osservatore permanente della Santa Sede presso l’ufficio dell’Onu a Ginevra monsignor Silvano Tomasi. Ieri invece, in Vaticano, monsignor Paglia ha dichiarato che «un conto è il tema del matrimonio gay, sul quale è nota la nostra posizione, un altro sono le discriminazioni. Nel mondo ci sono forse 25 Paesi dove l’omosessualità è reato. Mi augurerei che
come Chiesa combatteremo tutto questo».
Una sterzata abbastanza netta rispetto all’intransigenza esibita finora, anche in considerazione del fatto che alla fine del 2012 papa Benedetto XVI in un’udienza pubblica aveva ricevuto una politica ugandese di nome Rebecca Kadaga, promotrice di azioni legislative particolarmente dure contro la convivenza degli omosessuali. Monsignor Paglia ha detto invece che occorre riaffermare «la pari dignità di tutti i figli di Dio, tutti in questo senso sono santi, perché hanno il sigillo di Dio, nessuno non ce l’ha; e dunque tutti sono intoccabili », parole che hanno fatto risentire un po’ di profumo evangelico nelle sale del potere vaticano.
Il cardinal Martini aveva espresso una posizione analoga. Dopo aver sottolineato
che «Dio ci ha creati uomo e donna, e perciò la dottrina morale tradizionale conserva delle buone ragioni» di modo che «la coppia omosessuale in quanto tale non potrà mai essere equiparata in tutto al matrimonio», aveva aggiunto: «Sono pronto ad ammettere il valore di un’amicizia duratura e fedele tra due persone dello stesso sesso », quindi «non è male che due persone abbiano una certa stabilità e in questo lo Stato potrebbe anche favorirli; non condivido la posizione di chi, nella Chiesa, se la prende con le unioni civili». Fino a ieri la posizione di chi se la prende con le unioni civili era ampiamente maggioritaria nella Chiesa cattolica. Dopo le aperture del nuovo Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia le cose sono cambiate?
lunedì 4 febbraio 2013
la guerra dei mondi è cominciata? [2]
Abbiamo parlato ieri della allarmistica ipotesi, fatta da Palmaro, ma in realtà ampiamente condivisa in ambito cattolico-ultraconservatore, che i gay possano perseguitare la Chiesa.
Certo tale ipotesi, pur sembrandoci fantascientifica, non ci rallegra affatto, e speriamo appunto che solo di fantascienza si tratti.
Tuttavia la Chiesa può fare alcune cose per evitare la pur remota possibilità che si verifichi una tale ostilità nei suoi confronti.
1) Può anzitutto rimuovere ciò che inutilmente offensivo vi è in lei nei confronti di gente che è sempre stata debole ed esposta a persecuzioni anche cruente, come il "mondo" dei diversi, che per secoli sono stati discriminati, emarginati, offesi e in molti casi uccisi.
Che cosa intendiamo dire con inutilmente offensivo? Ad esempio il fatto che le massime autorità della Chiesa cattolica si sono messe di traverso in modo molto energico per impedire, sia in Italia sia all'ONU, che passassero delle leggi contro l'omofobia. Non "leggi per il matrimonio omosessuale", ma "contro l'omofobia", che vuol dire pestaggi, offese che possono spingere al suicidio, violenze di ogni tipo. Se ben ci ricordiamo il rappresentante vaticano all'ONU ha fatto di tutto perché non passasse una mozione che condannava i regimi che prevedono la pena capitale contro gli omosessuali. E' giusto questo? Noi crediamo di no. E pensiamo che tali ottuse e ingiuste scelte possano dare spunti per una eventuale futura persecuzione: chi semina vento, raccoglie tempesta.
2) Inoltre può cercare di agire, soprattutto tramite i credenti laici presenti sulla scena politica, per incanalare le leggi, che man mano si vanno approvando nei paesi democratici riguardo alle unioni omosessuali, in modo tale che non passi la teoria del gender come cornice ideologica di tali leggi, ma si preservi la centralità della famiglia eterosessuale, come norma, di cui le famiglie diverse siano solo una (sporadica) eccezione. Non permettendo ad esempio, come abbiamo già detto, che si metta in discussione l'uso dei termini "padre" e "madre".
Certo tale ipotesi, pur sembrandoci fantascientifica, non ci rallegra affatto, e speriamo appunto che solo di fantascienza si tratti.
Tuttavia la Chiesa può fare alcune cose per evitare la pur remota possibilità che si verifichi una tale ostilità nei suoi confronti.
1) Può anzitutto rimuovere ciò che inutilmente offensivo vi è in lei nei confronti di gente che è sempre stata debole ed esposta a persecuzioni anche cruente, come il "mondo" dei diversi, che per secoli sono stati discriminati, emarginati, offesi e in molti casi uccisi.
Che cosa intendiamo dire con inutilmente offensivo? Ad esempio il fatto che le massime autorità della Chiesa cattolica si sono messe di traverso in modo molto energico per impedire, sia in Italia sia all'ONU, che passassero delle leggi contro l'omofobia. Non "leggi per il matrimonio omosessuale", ma "contro l'omofobia", che vuol dire pestaggi, offese che possono spingere al suicidio, violenze di ogni tipo. Se ben ci ricordiamo il rappresentante vaticano all'ONU ha fatto di tutto perché non passasse una mozione che condannava i regimi che prevedono la pena capitale contro gli omosessuali. E' giusto questo? Noi crediamo di no. E pensiamo che tali ottuse e ingiuste scelte possano dare spunti per una eventuale futura persecuzione: chi semina vento, raccoglie tempesta.
2) Inoltre può cercare di agire, soprattutto tramite i credenti laici presenti sulla scena politica, per incanalare le leggi, che man mano si vanno approvando nei paesi democratici riguardo alle unioni omosessuali, in modo tale che non passi la teoria del gender come cornice ideologica di tali leggi, ma si preservi la centralità della famiglia eterosessuale, come norma, di cui le famiglie diverse siano solo una (sporadica) eccezione. Non permettendo ad esempio, come abbiamo già detto, che si metta in discussione l'uso dei termini "padre" e "madre".
la guerra dei mondi è cominciata?
Lo sostiene con toni allarmati e apocalittici Mario Palmaro, su la nuova puzzola quotidiana (dove se no?): "Ormai anche i più duri di comprendonio l’hanno capito: è partita la più colossale campagna mediatica, ideologica, politica e legislativa" - e chi più ne ha più ne metta - "di tutti i tempi" - di tutti tempi, capite bene? è un vero kolossal, Star Wars non è niente al confronto- "per trasformare a livello planetario" - lo dicevamo che deve aver visto qualche film di fantascienza, e si trattiene ancora perché non parla, come tutto il contesto lascerebbe intendere, di livello galattico, o magari metagalattico - "ciò che è anormale in normale, ciò che non è naturale in naturale, ciò che non è fisiologico in fisiologico."
Eh, sì, "anche i più duri di comprendonio"... Mah! Noi saremo duri di comprendonio, ma non vediamo come stia in piedi il ragionamento del buon Palmaro, che parte da una pubblicità-progresso, che mettiamo qui a destra.
Scandalo degli scandali: è stata pubblicata da Famiglia cristiana!!!
Che cosa turba tanto il Nostro? Il fatto che tale pubblicità non sarebbe un invito a tollerare la diversità, accettandola senza odio e senza discriminazione. No, sarebbe nientepopodimeno che il sinistro, assordante suono di tromba con cui le mostruose orde del Male danno inizio all'assalto alla Chiesa: "sono le prime avvisaglie delle persecuzioni che i cattolici subiranno se non accettano supinamente di omologarsi al “pensiero gaio”."
L'eliocentrismo, per molto tempo rifiutato dalla Chiesa è passato, senza che la Chiesa venisse per ciò perseguitata. La democrazia, un tempo temuta e rifiutata dalla Chiesa, è passata, senza che la Chiesa venisse per ciò perseguitata. Il divorzio è passato, in tantissimi paesi, senza che la Chiesa venisse per ciò perseguitata. L'aborto è passato, in tantissimi paesi, senza che la Chiesa venisse per ciò perseguitata. Perché mai, se passasse la fine della secolare discriminazione contro i "diversi", la Chiesa dovrebbe essere in seguito a ciò perseguitata?
Ed è credibile che una minoranza inferiore al 3% perseguiti il restante 97%?
Eh, sì, "anche i più duri di comprendonio"... Mah! Noi saremo duri di comprendonio, ma non vediamo come stia in piedi il ragionamento del buon Palmaro, che parte da una pubblicità-progresso, che mettiamo qui a destra.
Scandalo degli scandali: è stata pubblicata da Famiglia cristiana!!!
Che cosa turba tanto il Nostro? Il fatto che tale pubblicità non sarebbe un invito a tollerare la diversità, accettandola senza odio e senza discriminazione. No, sarebbe nientepopodimeno che il sinistro, assordante suono di tromba con cui le mostruose orde del Male danno inizio all'assalto alla Chiesa: "sono le prime avvisaglie delle persecuzioni che i cattolici subiranno se non accettano supinamente di omologarsi al “pensiero gaio”."
L'eliocentrismo, per molto tempo rifiutato dalla Chiesa è passato, senza che la Chiesa venisse per ciò perseguitata. La democrazia, un tempo temuta e rifiutata dalla Chiesa, è passata, senza che la Chiesa venisse per ciò perseguitata. Il divorzio è passato, in tantissimi paesi, senza che la Chiesa venisse per ciò perseguitata. L'aborto è passato, in tantissimi paesi, senza che la Chiesa venisse per ciò perseguitata. Perché mai, se passasse la fine della secolare discriminazione contro i "diversi", la Chiesa dovrebbe essere in seguito a ciò perseguitata?
Ed è credibile che una minoranza inferiore al 3% perseguiti il restante 97%?
lunedì 28 gennaio 2013
uno scenario da evitare
Dove è approvato il matrimonio per tutti è assolutamente da evitare che le chiese (o altre autorità religiose) siano obbligate a "celebrare" nozze tra persone dello stesso sesso. Sarebbe una imposizione prepotente e assurda.
venerdì 25 gennaio 2013
inaccettabile
Stavolta concordiamo con la Bussola quotiana: la politica del governo croato in tema di educazione sessuale, pur avendo forse anche un'intenzione parzialmente positiva (combattere l'omofobia), giunge ad esiti assolutamente inaccettabili, oggettivamente diabolici.
non capiamo...
Sua Santità ha detto, in occasione della Giornata della Pace, che la "struttura naturale" del matrimonio "va riconosciuta e promossa,
quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla
giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che,
in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione,
oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo
sociale".
Capiamo,e approviamo la prima parte del discorso , ossia che la "struttura naturale" del matrimonio "va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna", benissimo.
Non capiamo in che senso "i tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione" la danneggerebbero e contribuirebbero "alla sua destabilizzazione": perché?
Ci dispiace dissentire dal Santo Padre, ma non vediamo la logica della seconda parte del discorso: chi vuole sposarsi con una persona del suo sesso è già predisposto a questo. Non è in una terra di mezzo, incerto se sposare una persona dell'altro sesso o una del proprio. Gli esseri umani, a differenza di quanto sostiene la teoria del gender, hanno un preciso orientamento sessuale, che è qualcosa di presente e di dato, normale o "diverso".
Per questo non è che ammettendo le unioni omosessuali si tolga terreno a quelle eterosessuali: chi è omosessuale non si sposerebbe comunque con una persona dell'altro sesso. La vera alternativa è tra restare solo e avere rapporti disordinati e occasionali, oppure poter fondare un rapporto stabile e responsabile.
Capiamo,e approviamo la prima parte del discorso , ossia che la "struttura naturale" del matrimonio "va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna", benissimo.
Non capiamo in che senso "i tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione" la danneggerebbero e contribuirebbero "alla sua destabilizzazione": perché?
Ci dispiace dissentire dal Santo Padre, ma non vediamo la logica della seconda parte del discorso: chi vuole sposarsi con una persona del suo sesso è già predisposto a questo. Non è in una terra di mezzo, incerto se sposare una persona dell'altro sesso o una del proprio. Gli esseri umani, a differenza di quanto sostiene la teoria del gender, hanno un preciso orientamento sessuale, che è qualcosa di presente e di dato, normale o "diverso".
Per questo non è che ammettendo le unioni omosessuali si tolga terreno a quelle eterosessuali: chi è omosessuale non si sposerebbe comunque con una persona dell'altro sesso. La vera alternativa è tra restare solo e avere rapporti disordinati e occasionali, oppure poter fondare un rapporto stabile e responsabile.
giovedì 24 gennaio 2013
adozioni?
Qui il discorso si fa necessariamente ipotetico e problematico. Meno che mai pretendiamo di fornire delle risposte definitive e assolute.
Ci sembra che occorrerebbe distinguere tra coppie omosessuali credenti, e perciò, come abbiamo suggerito, caste e coppie non credenti.
Prendiamo il caso delle prime. Due persone che vivino insieme castamente non dimostrano forse una maturità affettiva che permetta loro di riversare il loro amore su dei figli (adottivi)? Vediamo la cosa anche sotto un'altra angolazione: il Creatore non vuole forse la piena realizzazione affettiva delle sue creature razionali? E non appartiene alla piena realizzazione affettiva di un essere umano la paternità/maternità? Tant'è vero che anche chi è consacrato è chiamato ad essere padre e madre, spiritualmente.
Allora ipotizziamo che sia la stessa cosa avere come genitori un papà e una mamma e avere come genitori due papà o due mamme? No, non è la stessa cosa. Senza dubbio è preferibile avere come genitori un padre e una madre. La genitorialità di una coppia dello stessa sesso sarebbe una genitorialità più imperfetta, minore, meno completa, meno ricca, meno equilibrata; ma ciò non significa negativa, distruttiva, devastante. Capita che dei figli siano tirati su da un solo genitore, perché rimasto vedovo o perché separato. E' una situazione di imperfezione, ma non di devastazione. Meglio avere due padri o due madri che starsene in un orfanotrofio o vagare tra l'immondizia in una favela brasiliana.
Certo, più problematico è il caso di coppie dello stesso sesso non credenti, e quindi, si suppone :), non caste. Ed è evidente che per lo Stato non ci potrebbe essere differenza tra queste e le prime...
Il minimo che si può chiedere è che prima di affidare dei minori a una coppia omosessuale ci sia un severo esame della affidabilità e della maturità affettiva della stessa.
Quello che si deve escludere, a nostro avviso, è a) il ricorso alla fecondazione artificiale, che è eticamente condannabile, e b) pasticci vari come il "prestito del seme" o "l'utero in affitto". I figli da adottare devono essere già nati in modo naturale.
Comunque, non pretendiamo, lo abbiamo detto, di dare una risposta definitiva. La discussione è aperta. Bisogna anche vedere le risultanze di serie indagini scientifiche. In questo senso suggeriamo di leggere questo esame delle ricerche di Regnerus.
Ci sembra che occorrerebbe distinguere tra coppie omosessuali credenti, e perciò, come abbiamo suggerito, caste e coppie non credenti.
Prendiamo il caso delle prime. Due persone che vivino insieme castamente non dimostrano forse una maturità affettiva che permetta loro di riversare il loro amore su dei figli (adottivi)? Vediamo la cosa anche sotto un'altra angolazione: il Creatore non vuole forse la piena realizzazione affettiva delle sue creature razionali? E non appartiene alla piena realizzazione affettiva di un essere umano la paternità/maternità? Tant'è vero che anche chi è consacrato è chiamato ad essere padre e madre, spiritualmente.
Allora ipotizziamo che sia la stessa cosa avere come genitori un papà e una mamma e avere come genitori due papà o due mamme? No, non è la stessa cosa. Senza dubbio è preferibile avere come genitori un padre e una madre. La genitorialità di una coppia dello stessa sesso sarebbe una genitorialità più imperfetta, minore, meno completa, meno ricca, meno equilibrata; ma ciò non significa negativa, distruttiva, devastante. Capita che dei figli siano tirati su da un solo genitore, perché rimasto vedovo o perché separato. E' una situazione di imperfezione, ma non di devastazione. Meglio avere due padri o due madri che starsene in un orfanotrofio o vagare tra l'immondizia in una favela brasiliana.
Certo, più problematico è il caso di coppie dello stesso sesso non credenti, e quindi, si suppone :), non caste. Ed è evidente che per lo Stato non ci potrebbe essere differenza tra queste e le prime...
Il minimo che si può chiedere è che prima di affidare dei minori a una coppia omosessuale ci sia un severo esame della affidabilità e della maturità affettiva della stessa.
Quello che si deve escludere, a nostro avviso, è a) il ricorso alla fecondazione artificiale, che è eticamente condannabile, e b) pasticci vari come il "prestito del seme" o "l'utero in affitto". I figli da adottare devono essere già nati in modo naturale.
Comunque, non pretendiamo, lo abbiamo detto, di dare una risposta definitiva. La discussione è aperta. Bisogna anche vedere le risultanze di serie indagini scientifiche. In questo senso suggeriamo di leggere questo esame delle ricerche di Regnerus.
matrimonio per tutti?
Abbiamo detto come si possa in qualche modo dedurre da premesse teologico-scientifiche l'ipotesi di un amore casto quasi-matrimoniale tra due persone dello stesso sesso.
Che cosa comporta questa ipotesi riguardo al problema del matrimonio "per tutti" o matrimonio omosessuale?
Abbiamo già detto che tale istituto non è intrinsecamente legato alla teoria del gender e perciò il mondo cattolico dovrebbe essere meno istericamente apocalittico nei suoi confronti.
Una "casta unione" come l'abbiamo ipotizzata potrebbe essere benedetta dalla stessa Chiesa, forse con una nuova forma di sacramentale, ma a maggior ragione potrebbe essere riconosciuta anche dallo Stato, a cui peraltro non si potrebbe ovviamente chiedere di vigilare sulla castità dei "coniugi" :).
Perché?
Perché è interesse dello Stato che ci siano vincoli di solidarietà tra le persone piuttosto che disunione e nomadismo affettivo. E' interesse dello Stato che ci sia chi si occupa di una persona, piuttosto che questa persona sia sola.
Ancora, è interesse dello Stato che si attuino il meno possibile rapporti sessuali effimeri e disordinati, se non altro perché questi ultimi aiutano molto a diffondere l'AIDS, che è un flagello sociale. La fedeltà e la stabilità dei rapporti va incoraggiata.
Che cosa però occorrerebbe richiedere, come condizione perché vengano approvati i "matrimoni per tutti"?
Che non si tratti di una totale equiparazione al matrimonio eterosessuale: solo quest'ultimo è matrimonio in senso vero e proprio. In questo senso non è accettabile la richiesta di rinunciare alle parole "padre" e "madre", che devono restare e devono essere usate per indicare i genitori naturali eterosessuali.
Il matrimonio omosessuale sarebbe comunque solo un quasi-matrimonio, un vincolo di solidarietà reciproca e di amore (per i credenti, casto).
Perché non immaginare una società in cui la stragrande maggioranza della gente continui a far famiglia come è sempre stato, una famiglia eterosessuale, la sola veramente normale e normativa, e una esigua minoranza acceda a una forma di quasi-matrimonio, consapevole che si tratta di una eccezione accettata e accolta senza astio e senza odio? Una società in cui i diversi guardino con simpatia ai normali e ne siano ricambiati da simpatia e comprensione? Una società in cui il comportamento compulsivo e sfrenato dei diversi sia ormai solo un ricordo del passato e si viva con fedeltà e serietà, impegnati nella costruzione del bene comune, cioè in ultima analisi del Corpo di Cristo?
Che cosa comporta questa ipotesi riguardo al problema del matrimonio "per tutti" o matrimonio omosessuale?
Abbiamo già detto che tale istituto non è intrinsecamente legato alla teoria del gender e perciò il mondo cattolico dovrebbe essere meno istericamente apocalittico nei suoi confronti.
Una "casta unione" come l'abbiamo ipotizzata potrebbe essere benedetta dalla stessa Chiesa, forse con una nuova forma di sacramentale, ma a maggior ragione potrebbe essere riconosciuta anche dallo Stato, a cui peraltro non si potrebbe ovviamente chiedere di vigilare sulla castità dei "coniugi" :).
Perché?
Perché è interesse dello Stato che ci siano vincoli di solidarietà tra le persone piuttosto che disunione e nomadismo affettivo. E' interesse dello Stato che ci sia chi si occupa di una persona, piuttosto che questa persona sia sola.
Ancora, è interesse dello Stato che si attuino il meno possibile rapporti sessuali effimeri e disordinati, se non altro perché questi ultimi aiutano molto a diffondere l'AIDS, che è un flagello sociale. La fedeltà e la stabilità dei rapporti va incoraggiata.
Che cosa però occorrerebbe richiedere, come condizione perché vengano approvati i "matrimoni per tutti"?
Che non si tratti di una totale equiparazione al matrimonio eterosessuale: solo quest'ultimo è matrimonio in senso vero e proprio. In questo senso non è accettabile la richiesta di rinunciare alle parole "padre" e "madre", che devono restare e devono essere usate per indicare i genitori naturali eterosessuali.
Il matrimonio omosessuale sarebbe comunque solo un quasi-matrimonio, un vincolo di solidarietà reciproca e di amore (per i credenti, casto).
Perché non immaginare una società in cui la stragrande maggioranza della gente continui a far famiglia come è sempre stato, una famiglia eterosessuale, la sola veramente normale e normativa, e una esigua minoranza acceda a una forma di quasi-matrimonio, consapevole che si tratta di una eccezione accettata e accolta senza astio e senza odio? Una società in cui i diversi guardino con simpatia ai normali e ne siano ricambiati da simpatia e comprensione? Una società in cui il comportamento compulsivo e sfrenato dei diversi sia ormai solo un ricordo del passato e si viva con fedeltà e serietà, impegnati nella costruzione del bene comune, cioè in ultima analisi del Corpo di Cristo?
quale soluzione, allora?
Abbiamo messo in risalto la insostenibilità teologica del concetto di verginità non consacrata, quindi inutile, sterile.
Quale via percorrere dunque?
Da una parte c'è la certezza che Dio chiama tutti i suoi figli a una piena realizzazione affettiva (=dà una vocazione a tutti) e la quasi-certezza che alcuni suoi figli sono irreversibilmente orientati in modo non-eterosessuale.
Dall'altra c'è la quasi-certezza (diciamo quasi perché non si tratta di un dogma, ma a) del senso più evidente e semplice di molti passi scritturistici, tra cui Romani,1, e b) di una consolidata tradizione del Magistero, rafforzata dalle parole di molti Santi) che i rapporti fisici tra persone dello stesso sesso non sono leciti.
Come se ne esce? Il problema non è facile e possiamo più abbozzare delle ipotesi che proporre delle certezze.
Probabilmente una linea di soluzione dovrebbe essere cercata approfondendo e sviluppando quello che lo stesso Catechismo suggerisce, in modo un po' sibillino e appena accennato, quando parla di una "amicizia disinteressata".
Forse la soluzione starebbe nell'ammettere che due persone dello stesso sesso, avendo, dopo un serio impegno, soffertamente constatato di non poter riorientarsi in senso eterosessuale, possano imbastire un rapporto affettivo in qualche modo totalizzante, analogo anche se non proprio totalmente equivalente a quello tra due coniugi eterosessuali, e (con)vivere in modo casto, condividendo gioie e dolori, aiutandosi in tutto nella vita come potrebbero fare due coniugi, e impegnandosi a rimanersi fedeli per tutta la vita. In altre parole forse la soluzione starebbe in una casta amicizia, in un casto amore, in cui i due si vogliano così bene da rispettare i loro corpi e non consumare rapporti fisici.
E' chiedere troppo? E' utopistico? Certo, lo si potrebbe chiedere solo a chi crede, a si appoggia alla Grazia di Cristo, inserito in un contesto ecclesiale e aiutato da esso. Sarebbe un sacrificio, certo, ma la vita presente va vissuta nella prospettiva dell'eternità: "il tempo si è fatto breve".
Quale via percorrere dunque?
Da una parte c'è la certezza che Dio chiama tutti i suoi figli a una piena realizzazione affettiva (=dà una vocazione a tutti) e la quasi-certezza che alcuni suoi figli sono irreversibilmente orientati in modo non-eterosessuale.
Dall'altra c'è la quasi-certezza (diciamo quasi perché non si tratta di un dogma, ma a) del senso più evidente e semplice di molti passi scritturistici, tra cui Romani,1, e b) di una consolidata tradizione del Magistero, rafforzata dalle parole di molti Santi) che i rapporti fisici tra persone dello stesso sesso non sono leciti.
Come se ne esce? Il problema non è facile e possiamo più abbozzare delle ipotesi che proporre delle certezze.
Probabilmente una linea di soluzione dovrebbe essere cercata approfondendo e sviluppando quello che lo stesso Catechismo suggerisce, in modo un po' sibillino e appena accennato, quando parla di una "amicizia disinteressata".
Forse la soluzione starebbe nell'ammettere che due persone dello stesso sesso, avendo, dopo un serio impegno, soffertamente constatato di non poter riorientarsi in senso eterosessuale, possano imbastire un rapporto affettivo in qualche modo totalizzante, analogo anche se non proprio totalmente equivalente a quello tra due coniugi eterosessuali, e (con)vivere in modo casto, condividendo gioie e dolori, aiutandosi in tutto nella vita come potrebbero fare due coniugi, e impegnandosi a rimanersi fedeli per tutta la vita. In altre parole forse la soluzione starebbe in una casta amicizia, in un casto amore, in cui i due si vogliano così bene da rispettare i loro corpi e non consumare rapporti fisici.
E' chiedere troppo? E' utopistico? Certo, lo si potrebbe chiedere solo a chi crede, a si appoggia alla Grazia di Cristo, inserito in un contesto ecclesiale e aiutato da esso. Sarebbe un sacrificio, certo, ma la vita presente va vissuta nella prospettiva dell'eternità: "il tempo si è fatto breve".
mercoledì 23 gennaio 2013
ciò che dovrebbe essere ripensato
Abbiamo detto ieri ciò che dovrebbe restare, oggi parliamo di ciò che dovrebbe a nostro avviso cambiare.
Anzitutto dovrebbe già essere cambiata la convinzione che il comportamento omosessuale (e in generale "diverso") sia essenzialmente un vizio liberamente scelto, per puro capriccio: esistono dei condizionamenti ben precisi, che fanno parlare di un orientamento diverso, di una inclinazione diversa.
Uno non sceglie di essere diverso, ma lo scopre.
A quel punto che fare?
E qui bisogna rispondere alla domanda: che cos'è questo orientamento diverso, perché c'è? E' qualcosa di naturale?
Su questo crediamo si debba dire che c'è un solo orientamento veramente naturale, previsto nel piano creativo di Dio, ed è quello eterosessuale, finalizzato ad assicurare la continuità della specie.
L'orientamento diverso è allora frutto del peccato originale. E tuttavia nella concreta economia della salvezza il male stesso può essere occasione di bene, può essere recuperato ad un fine ultimamente buono.
Torniamo alla domanda "che fare?"
1) La prima cosa da fare è vedere se tale orientamento è guaribile, con opportune terapie psicologiche. Se lo è, tutto finisce lì. Se lo fosse per tutti, non ci sarebbe problema: tutti si farebbero curare e tutti guarirebbero, e vivrebbero tutti felici e contenti.
2) Ma il problema è che, a fronte di un certo numero di casi curabili, ve ne sono molti altri che non possono essere curati. Non lo diciamo noi, ma il Catechismo della Chiesa cattolica, che parla di persone omosessuali con tendenze "profondamente radicate".
Che fare allora? La proposta del Catechismo appare insoddisfacente: vi si parla di una castità ... non consacrata. Il diverso non solo non può consumare fisicamente la sua sessualità, ma non può nemmeno intraprendere alcuna forma di realizzazione affettiva. E' una castità sterile, non feconda, inutile. Si ha insomma il paradosso teologico di persone senza vocazione. E' possibile che Dio crei qualcuno non dandogli una vocazione?
Questo è il paradosso. Su cui torneremo.
Anzitutto dovrebbe già essere cambiata la convinzione che il comportamento omosessuale (e in generale "diverso") sia essenzialmente un vizio liberamente scelto, per puro capriccio: esistono dei condizionamenti ben precisi, che fanno parlare di un orientamento diverso, di una inclinazione diversa.
Uno non sceglie di essere diverso, ma lo scopre.
A quel punto che fare?
E qui bisogna rispondere alla domanda: che cos'è questo orientamento diverso, perché c'è? E' qualcosa di naturale?
Su questo crediamo si debba dire che c'è un solo orientamento veramente naturale, previsto nel piano creativo di Dio, ed è quello eterosessuale, finalizzato ad assicurare la continuità della specie.
L'orientamento diverso è allora frutto del peccato originale. E tuttavia nella concreta economia della salvezza il male stesso può essere occasione di bene, può essere recuperato ad un fine ultimamente buono.
Torniamo alla domanda "che fare?"
1) La prima cosa da fare è vedere se tale orientamento è guaribile, con opportune terapie psicologiche. Se lo è, tutto finisce lì. Se lo fosse per tutti, non ci sarebbe problema: tutti si farebbero curare e tutti guarirebbero, e vivrebbero tutti felici e contenti.
2) Ma il problema è che, a fronte di un certo numero di casi curabili, ve ne sono molti altri che non possono essere curati. Non lo diciamo noi, ma il Catechismo della Chiesa cattolica, che parla di persone omosessuali con tendenze "profondamente radicate".
Che fare allora? La proposta del Catechismo appare insoddisfacente: vi si parla di una castità ... non consacrata. Il diverso non solo non può consumare fisicamente la sua sessualità, ma non può nemmeno intraprendere alcuna forma di realizzazione affettiva. E' una castità sterile, non feconda, inutile. Si ha insomma il paradosso teologico di persone senza vocazione. E' possibile che Dio crei qualcuno non dandogli una vocazione?
Questo è il paradosso. Su cui torneremo.
rivoluzione o aggiornamento?
Ho detto che la Chiesa non dovrebbe arrivare ancora una volta in ritardo a questo ennesimo appuntamento con la storia che evolve. Voglio però precisare in che senso la Chiesa dovrebbe cambiare su questo tema.
Non immagino una rivoluzione, uno sconvolgimento di quanto ha sostenuto per duemila anni.
Penso piuttosto a un aggiustamento, a una correzione di tiro, a un aggiornamento.
Per adesso dico solo ciò che probabilmente andrebbe conservato, e che probabilmente in effetti verrà conservato (perché la Chiesa è guidata dallo Spirito Santo).
A non poter essere cambiato è il giudizio di inammissibilità morale dei rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso: per la dottrina cattolica in effetti l'unica attività sessuale lecita è quella aperta alla riproduzione, tra marito (uomo) e moglie (donna), per cui anche tra marito e moglie sessualità diverse da quella genitale (come quelle anale e orale) sono escluse, a maggior ragione tra persone che non sono sposate, e a maggior ragione ancora tra persone dello stesso sesso.
Non crediamo che su questo si debba e si possa cambiare. Ma questo è solo un lato della questione. Ci torneremo sopra.
Non immagino una rivoluzione, uno sconvolgimento di quanto ha sostenuto per duemila anni.
Penso piuttosto a un aggiustamento, a una correzione di tiro, a un aggiornamento.
Per adesso dico solo ciò che probabilmente andrebbe conservato, e che probabilmente in effetti verrà conservato (perché la Chiesa è guidata dallo Spirito Santo).
A non poter essere cambiato è il giudizio di inammissibilità morale dei rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso: per la dottrina cattolica in effetti l'unica attività sessuale lecita è quella aperta alla riproduzione, tra marito (uomo) e moglie (donna), per cui anche tra marito e moglie sessualità diverse da quella genitale (come quelle anale e orale) sono escluse, a maggior ragione tra persone che non sono sposate, e a maggior ragione ancora tra persone dello stesso sesso.
Non crediamo che su questo si debba e si possa cambiare. Ma questo è solo un lato della questione. Ci torneremo sopra.
martedì 22 gennaio 2013
matrimonio omosessuale e teoria del gender
L'estrema destra (cattolica) sostiene che il matrimonio "per tutti" sia strettamente legato alla "teoria del gender", che azzera la differenza sessuale. Una tesi simile l'ha sostenuta implicitamente anche un esponente di sinistra (Lionel Lumbroso), dicendo che il marriage pour tous è frutto del pensiero femminista che azzera le differenze, mentre solo il pensiero maschile distingue, differenzia.
In realtà le due cose sono distinte, anzi incompatibili: la teoria del gender dice che nessuno ha un orientamento sessuale ben preciso e tutti possono continuamente cambiarlo, il "matrimonio per tutti" suppone che tutti abbiano un orientamento sessuale ben preciso, gli uni etero gli altri omo (o bi) e che tale orintamento non sia continuamente mutevole, ma fisso. Infatti ci si sposa per restare fedeli, non per abbandonare il coniuge il giorno dopo.
In realtà le due cose sono distinte, anzi incompatibili: la teoria del gender dice che nessuno ha un orientamento sessuale ben preciso e tutti possono continuamente cambiarlo, il "matrimonio per tutti" suppone che tutti abbiano un orientamento sessuale ben preciso, gli uni etero gli altri omo (o bi) e che tale orintamento non sia continuamente mutevole, ma fisso. Infatti ci si sposa per restare fedeli, non per abbandonare il coniuge il giorno dopo.
odio non necessario
La Chiesa ha apportato grandissimi benefici all'umanità, ma molto spesso ha preso, nel corso della storia, delle cantonate.
Oggi rischia di rendersi inutilmente antipatica insistendo su una linea dura contro le legalizzazioni delle unioni omosessuali.
Più insiste su questa linea, più diventa antipatica, meno trova solidarietà nel denunciare quella che viene chiamata "la persecuzione dei cristiani nel mondo", che pure c'è ed è un triste fenomeno.
Ma che credibilità ha la Chiesa nel denunciare di essere perseguitata, quano lei stessa, in Occidente, perseguita i gay?
Oggi rischia di rendersi inutilmente antipatica insistendo su una linea dura contro le legalizzazioni delle unioni omosessuali.
Più insiste su questa linea, più diventa antipatica, meno trova solidarietà nel denunciare quella che viene chiamata "la persecuzione dei cristiani nel mondo", che pure c'è ed è un triste fenomeno.
Ma che credibilità ha la Chiesa nel denunciare di essere perseguitata, quano lei stessa, in Occidente, perseguita i gay?
domenica 20 gennaio 2013
ritardi cronici
La Chiesa ha una grande missione: custodire il messaggio di Cristo, che è eterno. E a tale compito per lo più è stata fedele. Ha invece preso diverse cantonate su problemi storici, è arrivata spesso in ritardo all'appuntamento con la storia.
E' arrivata in ritardo sulla questione della condanna della tortura e della pena di morte. E' arrivata in ritardo sulla questione dell'eliocentrismo (vedi Galileo). E' arrivata in ritardo sulla questione della libertà di stampa e di parola e sulla democrazia. E' arrivata in ritardo sulla questione dell'evoluzionismo. E' arrivata in ritardo sulla giustizia sociale. E' arrivata in ritardo sull'emancipazione femminile.
Non dovrebbe bastare? Non dovrebbe prendere lezione dalla storia e cercare di non sbagliare più?
Nossignore! Adesso rischia di arrivare per l'ennesima volta in ritardo: sulla questione dell'omosessualità.
Dando alle future generazioni cristiane un nuovo capitolo su cui chiedere perdono.
E' arrivata in ritardo sulla questione della condanna della tortura e della pena di morte. E' arrivata in ritardo sulla questione dell'eliocentrismo (vedi Galileo). E' arrivata in ritardo sulla questione della libertà di stampa e di parola e sulla democrazia. E' arrivata in ritardo sulla questione dell'evoluzionismo. E' arrivata in ritardo sulla giustizia sociale. E' arrivata in ritardo sull'emancipazione femminile.
Non dovrebbe bastare? Non dovrebbe prendere lezione dalla storia e cercare di non sbagliare più?
Nossignore! Adesso rischia di arrivare per l'ennesima volta in ritardo: sulla questione dell'omosessualità.
Dando alle future generazioni cristiane un nuovo capitolo su cui chiedere perdono.
martedì 15 gennaio 2013
per il Papa la questione del gender è LA questione?
I cattolici di destra, nella fattispecie Introvigne, sostengono (vedi la nuova bussola quotidiana) che per il papa "non la crisi economica, ma le trascrizioni legislative dell'ideologia del «gender» rappresentano oggi il più grave pericolo per il bene comune". E' proprio vero? Ha detto questo il Papa nel suo messaggio per la giornata della pace (1.1.2013)?
Leggiamo il passaggio del documento pontificio in cui si accenna a questo problema:
"Anche la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale.
Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità. L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa. Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace."
Si tratta indubbiamente di un giudizio chiaro e duro, ma non viene detto che IL problema dei problemi sia il "matrimonio per tutti". Una ferita grave, non la ferita più grave; un'offesa, non la più grave offesa.
Dunque la destra fondamentalista (cattolica?) tira acqua al suo mulino, facendo dire al Papa quello che non ha detto. Non c'è male, come rispetto.
Leggiamo il passaggio del documento pontificio in cui si accenna a questo problema:
"Anche la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale.
Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità. L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa. Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace."
Si tratta indubbiamente di un giudizio chiaro e duro, ma non viene detto che IL problema dei problemi sia il "matrimonio per tutti". Una ferita grave, non la ferita più grave; un'offesa, non la più grave offesa.
Dunque la destra fondamentalista (cattolica?) tira acqua al suo mulino, facendo dire al Papa quello che non ha detto. Non c'è male, come rispetto.
omofobia clericale
C'è un sito, la Nuova Bussola quotidiana che si distigue, come tutti i siti della destra cattolica, per una vera ossessione omofobica.
Un recente intervento di un sacerdote, Don Ariel Levi di Gualdo, denuncia nientepopodimeno che "un golpe omosessualista" in atto nella Chiesa, e sostiene che ormai il Vaticano sarebbe "un lupanare di gay inebriati dai fumi aromatici degli incensi, tra pizzi e merletti dei paramenti barocchi", una "succursale di Sodoma e Gomorra".
Infatti a suo dire esiste in Vaticano e nella Chiesa una potente lobby gay, che vuole portare la Chiesa all'eresia "omosessualista".
Che dire? Il sacerdote confonde tre cose: a) l'orientamento omosessuale, b) il comportamento omosessuale e c) la richiesta di rieleborare la teoria cattolica in tema di omosessualità.
Da a), che è qualcosa di involontario, non scaturisce necessariamente b), che invece richiede l'uso consapevole del libero arbitrio. Quanto a c) la dottrina cattolica sull'omosessualità non è stata fissata in forma dogmatica, né lo potrebbe, essendo un tema etico e non dogmatico. Dunque non si può gridare all'eresia se qualcuno propone qualche "correzione di tiro" in proposito, come ha fatto autorevolmente il card. Martini, che non è l'ultimo arrivato e che all'ultimo conclave "rischiò" addirittura di diventare Papa...
Tra l'altro il card. Martini, come altri (prelati o teologi) cattolici che sono sulla sua linea, non possono certo essere accusati né di "orientamento" né di "comportamento" omosessuale. A riprova del fatto che vanno scissi i problemi di un clero che si compie atti omosessuali (certamente discutibile e anche inaccettabile, perché viola il voto di verginità) da quello di un clero che discute teoricamente di una questione non dogmatica.
Un recente intervento di un sacerdote, Don Ariel Levi di Gualdo, denuncia nientepopodimeno che "un golpe omosessualista" in atto nella Chiesa, e sostiene che ormai il Vaticano sarebbe "un lupanare di gay inebriati dai fumi aromatici degli incensi, tra pizzi e merletti dei paramenti barocchi", una "succursale di Sodoma e Gomorra".
Infatti a suo dire esiste in Vaticano e nella Chiesa una potente lobby gay, che vuole portare la Chiesa all'eresia "omosessualista".
Che dire? Il sacerdote confonde tre cose: a) l'orientamento omosessuale, b) il comportamento omosessuale e c) la richiesta di rieleborare la teoria cattolica in tema di omosessualità.
Da a), che è qualcosa di involontario, non scaturisce necessariamente b), che invece richiede l'uso consapevole del libero arbitrio. Quanto a c) la dottrina cattolica sull'omosessualità non è stata fissata in forma dogmatica, né lo potrebbe, essendo un tema etico e non dogmatico. Dunque non si può gridare all'eresia se qualcuno propone qualche "correzione di tiro" in proposito, come ha fatto autorevolmente il card. Martini, che non è l'ultimo arrivato e che all'ultimo conclave "rischiò" addirittura di diventare Papa...
Tra l'altro il card. Martini, come altri (prelati o teologi) cattolici che sono sulla sua linea, non possono certo essere accusati né di "orientamento" né di "comportamento" omosessuale. A riprova del fatto che vanno scissi i problemi di un clero che si compie atti omosessuali (certamente discutibile e anche inaccettabile, perché viola il voto di verginità) da quello di un clero che discute teoricamente di una questione non dogmatica.
Iscriviti a:
Post (Atom)
