Sua Santità ha detto, in occasione della Giornata della Pace, che la "struttura naturale" del matrimonio "va riconosciuta e promossa,
quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla
giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che,
in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione,
oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo
sociale".
Capiamo,e approviamo la prima parte del discorso , ossia che la "struttura naturale" del matrimonio "va riconosciuta e promossa,
quale unione fra un uomo e una donna", benissimo.
Non capiamo in che senso "i tentativi di renderla
giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione" la danneggerebbero e contribuirebbero "alla sua destabilizzazione": perché?
Ci dispiace dissentire dal Santo Padre, ma non vediamo la logica della seconda parte del discorso: chi vuole sposarsi con una persona del suo sesso è già predisposto a questo. Non è in una terra di mezzo, incerto se sposare una persona dell'altro sesso o una del proprio. Gli esseri umani, a differenza di quanto sostiene la teoria del gender, hanno un preciso orientamento sessuale, che è qualcosa di presente e di dato, normale o "diverso".
Per questo non è che ammettendo le unioni omosessuali si tolga terreno a quelle eterosessuali: chi è omosessuale non si sposerebbe comunque con una persona dell'altro sesso. La vera alternativa è tra restare solo e avere rapporti disordinati e occasionali, oppure poter fondare un rapporto stabile e responsabile.
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