in sintesi

La "diversità" non è e non deve diventare la norma: è un'eccezione, che chiede di essere accolta come tale.

venerdì 25 gennaio 2013

non capiamo...

Sua Santità ha detto, in occasione della Giornata della Pace, che la "struttura naturale" del matrimonio "va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale".
Capiamo,e approviamo la prima parte del discorso , ossia che la "struttura naturale" del matrimonio "va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna", benissimo.
Non capiamo in che senso "i tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione" la danneggerebbero e contribuirebbero "alla sua destabilizzazione": perché?
Ci dispiace dissentire dal Santo Padre, ma non vediamo la logica della seconda parte del discorso: chi vuole sposarsi con una persona del suo sesso è già predisposto a questo. Non è in una terra di mezzo, incerto se sposare una persona dell'altro sesso o una del proprio. Gli esseri umani, a differenza di quanto sostiene la teoria del gender, hanno un preciso orientamento sessuale, che è qualcosa di presente e di dato, normale o "diverso".
Per questo non è che ammettendo le unioni omosessuali si tolga terreno a quelle eterosessuali: chi è omosessuale non si sposerebbe comunque con una persona dell'altro sesso. La vera alternativa è tra restare solo e avere rapporti disordinati e occasionali, oppure poter fondare un rapporto stabile e responsabile.

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