"ci perdonerà don Lorenzetti, ma noi questa grave emergenza omofobia non riusciamo proprio a vederla. Purtroppo la cronaca non ci risparmia anche alcuni odiosi casi di violenze e sopraffazioni nei confronti degli omosessuali, ma così come violenze e sopraffazioni avvengono per tante altre persone. Casi da condannare fermamente, è chiaro, nessuna attenuante; così come va affermato con chiarezza che ogni persona – qualunque sia la sua condizione sociale, economica, morale – va sempre accolta. Detto questo è però chiaramente demagogico parlare di discriminazioni nella società: risulta a don Lorenzetti e don Sciortino che ci siano luoghi dove gli omosessuali non sono ammessi? O che nel lavoro venga penalizzato chi si professa gay? O che agli omosessuali dichiarati venga fatta scattare una tassa particolare"
Beh, insomma, ci sembra che Cascioli sia un po' distratto, o non ci veda molto bene...
Come sarebbe a dire che non ci "sono luoghi dove gli omosessuali non sono ammessi"? Sta scherzando? Magari non vengono respinti a suon di botte (ma capitano anche quelle, e più di quanto si creda), ma ci sono molti modi oltre alla violenza fisica più brutale, per mettere a disagio (e usiamo un eufemismo) una persona.
Ancora: "nel lavoro" non viene "penalizzato chi si professa gay". Ma come? Non ha ad esempio Vendola ricevuto insulti e minacce, per essersi dichiarato gay? Non solo da parte di Casa Pound, ma anche per esempio da Emilio Fede, che ne parlava facendo la voce in falsetto. Perché del resto sarebbe così difficile fare coming out, se tutto fosse così accogliente e tollerante? Siate sinceri: consigliereste a vostro figlio, se fosse omosessuale, di fare coming out? E allora, di che tolleranza stiamo parlando?
Quanto alle tasse, certo, non siamo più sotto il fascismo (chissà se questo dispiace a Cascioli) con la sua tassa sui celibi, ma per trovare luoghi sicuri e protetti, dove non corrano rischi di aggressioni omofobe, i gay devono comunque spendere di più dei normali.
C'è un'altro errore nel discorso di Cascioli, dove dice "così come violenze e sopraffazioni avvengono per tante altre persone" equiparando l'aggressione omofoba a una lite per il parcheggio o per un fischio alla fidanzata. Eh no, caro Cascioli, non è così! Qui c'è un odio per la diversità, che non c'è nel caso di una lite per parcheggio, ed è piuttosto paragonabile all'aggressione che può subire una persona down, che viene odiata per la sua diversità. Qui c'è un essere umano che non accetta un altro essere umano, c'è uno che gli fa pesare il suo modo di essere. E' non essere accettati per come si è. E' questo che è grave, e la legge dovrebbe considerare ciò appunto come una aggravante.
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