E' luogo comune che la destra sia omofoba e la sinistra (un po' più) omofila. Si tratterebbe di sfatare questo luogo comune, perché vi sono stati ad esempio dei gay importanti di destra (lasciando pur stare Hitler e Rohm), come l'olandese Pim Fotuyn, gay e tenace lottatore contro l'islamizzazione dell'Olanda.
In effetti il movimento LGBT ha tutto da perderci ad una islamizzazione dell'Europa, e su questo ci può essere una convergenza con l'area di centro-destra.
mercoledì 27 marzo 2013
lunedì 11 marzo 2013
il vizio "contro natura" in Tommaso [seguito]
Abbiamo visto come S.Tommaso d'Aquino consideri il vizio contro natura, in cui è inclusa la masturbazione (anche quella avente come oggetto fantasie eterosessuali) come il più grave peccato di lussuria, più grave dell'incesto e più grave della violenza carnale perché almeno quelli sono secondo natura.
Come si può spiegare una tesi così lontana dalla nostra sensibilità?
Crediamo che la risposta vada cercata nell'oggettivismo dell'Aquinate, che egli condivide con il pensiero medioevale e più ancora con suo maestro filosofico, Aristotele.
Per Tommaso più che i soggetti sembrano contare gli atti oggettivi compiuti dai soggetti. E' infatti secondario che il soggetto maschio sia il padre e il soggetto femmina sia la figlia, se l'atto nella sua pura oggettività è un atto oggettivamente secondo natura (un membro maschile che entra nel membro femminile). E' secondario che il soggetto femmina subisca contro la sua volontà una penetrazione maschile, se tale atto è intrinsecamente secondo natura, nel senso appena detto. E' secondario, d'altra parte, che un soggetto non coinvolga un altro soggetto nella sua impudicizia, masturbandosi, se l'atto oggettivo della masturbazione non consiste nella penetrazione del membro maschile nel membro femminile e dunque non è secondo natura.
E' abbastanza evidente il limite di questa impostazione oggettivistica. Ci si potrebbe chiedere a questo punto se la stessa considerazione tradizionale (cattolico-tomistica) dell'omosessualità in quanto tale non risenta appunto di questo oggettivismo, se cioè non si focalizzi esclusivamente sul lato oggettivo del problema (la innaturalità del rapporto sessuale tra persone dello stesso sesso) trascurando la componente soggettiva (il fatto ad esempio che possano esistere condizionamenti piuttosto robusti che rendono "profondamente radicato" l'orientamento omosessuale, o il fatto che almeno una relazione omosessuale casta possa essere, a certe condizioni, costruttiva e compatibile con la fede).
Come si può spiegare una tesi così lontana dalla nostra sensibilità?
Crediamo che la risposta vada cercata nell'oggettivismo dell'Aquinate, che egli condivide con il pensiero medioevale e più ancora con suo maestro filosofico, Aristotele.
Per Tommaso più che i soggetti sembrano contare gli atti oggettivi compiuti dai soggetti. E' infatti secondario che il soggetto maschio sia il padre e il soggetto femmina sia la figlia, se l'atto nella sua pura oggettività è un atto oggettivamente secondo natura (un membro maschile che entra nel membro femminile). E' secondario che il soggetto femmina subisca contro la sua volontà una penetrazione maschile, se tale atto è intrinsecamente secondo natura, nel senso appena detto. E' secondario, d'altra parte, che un soggetto non coinvolga un altro soggetto nella sua impudicizia, masturbandosi, se l'atto oggettivo della masturbazione non consiste nella penetrazione del membro maschile nel membro femminile e dunque non è secondo natura.
E' abbastanza evidente il limite di questa impostazione oggettivistica. Ci si potrebbe chiedere a questo punto se la stessa considerazione tradizionale (cattolico-tomistica) dell'omosessualità in quanto tale non risenta appunto di questo oggettivismo, se cioè non si focalizzi esclusivamente sul lato oggettivo del problema (la innaturalità del rapporto sessuale tra persone dello stesso sesso) trascurando la componente soggettiva (il fatto ad esempio che possano esistere condizionamenti piuttosto robusti che rendono "profondamente radicato" l'orientamento omosessuale, o il fatto che almeno una relazione omosessuale casta possa essere, a certe condizioni, costruttiva e compatibile con la fede).
giovedì 7 marzo 2013
il "vizio contro natura" in S.Tommaso
Tommaso d'Aquino, il più grande e autorevole filosofo e teologo cattolico, tratta del vizio
Il Doctor angelicus (IIa II ae, q. 154, a.11) sostiene che esistono quattro specie di vizio contro natura:
Ora tale tesi ci sembra discutibile: per l'Aquinate è più grave masturbarsi che violentare la propria figlia. È davvero difficile seguirlo su questo punto.
A che cosa ci spinge questa considerazione? Al pensiero che anche un grande pensatore, a cui va tutta la nostra stima e il nostro affetto, può sbagliarsi, anche su questo tema.
Se si è sbagliato lui, e in modo così clamoroso, ci verrebbe da dire, a maggior ragione possono essersi sbagliati ecclesiastici nel valutare la questione non degli atti, ma delle relazioni tra persone dello stesso sesso, per cui, come abbiamo detto, è auspicabile non una rivoluzione, ma un aggiornamento della dottrina della Chiesa in materia.
contra naturamnella Secunda Secundae della sua opera maggiore, la Summa Theologiae, ed esattamente nella quaestio 154.
Il Doctor angelicus (IIa II ae, q. 154, a.11) sostiene che esistono quattro specie di vizio contro natura:
- la masturbazione (
Uno quidem modo, si absque omni concubitu, causa delectationis venereae, pollutio procuretur
), - la
bestialità
(rapporto sessuale con animali:Alio modo, si fiat per concubitum ad rem non eiusdem speciei, quod vocatur bestialitas
), - i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso (
Tertio modo, si fiat per concubitum ad non debitum sexum, puta masculi ad masculum vel feminae ad feminam, ut apostolus dicit, ad Rom. I, quod dicitur sodomiticum vitium
), - e i rapporti sessuali (tra persone di sesso diverso) non genitali, cioè i rapporti anali e orali (
Quarto, si non servetur naturalis modus concumbendi, aut quantum ad instrumentum non debitum; aut quantum ad alios monstruosos et bestiales concumbendi modos
).
vizio contro naturaè
maximum peccatum inter species luxuriae, il più grande peccato tra tutti quelli di lussuria (IIa II ae, q. 154, a.12), più grave della violenza carnale e più grave dell'incesto (ibidem).
Ora tale tesi ci sembra discutibile: per l'Aquinate è più grave masturbarsi che violentare la propria figlia. È davvero difficile seguirlo su questo punto.
A che cosa ci spinge questa considerazione? Al pensiero che anche un grande pensatore, a cui va tutta la nostra stima e il nostro affetto, può sbagliarsi, anche su questo tema.
Se si è sbagliato lui, e in modo così clamoroso, ci verrebbe da dire, a maggior ragione possono essersi sbagliati ecclesiastici nel valutare la questione non degli atti, ma delle relazioni tra persone dello stesso sesso, per cui, come abbiamo detto, è auspicabile non una rivoluzione, ma un aggiornamento della dottrina della Chiesa in materia.
mercoledì 6 marzo 2013
Chiesa perseguitata?
L'unica possibilità che si verifichi una persecuzione dei diversi contro la Chiesa, quale ultimo baluardo dei normali, sarebbe se la diversità non fosse qualcosa di dato, un condizionamento che solo alcuni esseri umani (una ristrettissima minoranza) hanno, ma una opzione liberamente scelta e tale da presentarsi come desiderabile a tutti, o almeno alla (schiacciante) maggioranza.
L'unica possibilità perché si verifichi una persecuzione cioè sarebbe se, proprio come sostiene la gender theory, l'orientamento sessuale di tutti gli esseri umani fosse qualcosa di indeterminato, indefinitamente rimodellabile ad arbitrio della libertà umana e suscettibile di essere influenzato da mode culturali contingenti.
L'unica possibilità perché si verifichi una persecuzione cioè sarebbe se, proprio come sostiene la gender theory, l'orientamento sessuale di tutti gli esseri umani fosse qualcosa di indeterminato, indefinitamente rimodellabile ad arbitrio della libertà umana e suscettibile di essere influenzato da mode culturali contingenti.
domenica 3 marzo 2013
AIDS: un castigo?
In una prospettiva credente si puà trattare di un castigo?
L'idea di castigo di Dio, in questa vita, per una colpa commessa dall'uomo è senz'altro un'idea biblica:
Il castigo di Dio nella vita presente non è mai fine a sé stesso, ma è pedagogico, cioè mira al vero bene dell'uomo: sottraendogli dei beni transitori, lo richiama a orientarsi al Bene eterno, unico vero bene fino in fondo.
Dio vuole il nostro bene, ci ama più di quanto noi amiamo noi stessi, per cui non ci darebbe alcuna sofferenza se non fosse un mezzo inevitabile per guidarci a una gioia mille volte più grande:
Le sofferenze del tempo presente non reggono il confronto con la Gloria che si manifesterà.
Sembrano essere vere entrambe le ipotesi, ma in diversa misura, come si desume dalla diversa distribuzione percentuale dell'AIDS.
esso non riguarda solo gli omosessuali, ma anche gli eterosessuali, dunque colpisce anche la compulsività in quanto tale, omo- o etero-sessuale;
tuttavia è un fatto che l'AIDS colpisce, in proporzione, molto di più gli omosessuali, dunque esso si configura anche come un castigo per la consumazione di atti omosessuali.
L'AIDS può essere visto, in un'ottica provvidenziale, come un segno forte con cui il Creatore richiama la sua creatura a un comportamento più responsabile.
Noi abbiamo proposto l'idea di una casta unione: in generale se tutti gli eterosessuali osservassero la fedeltà matrimoniale e i diversi osservassero la castità l'AIDS scomparirebbe.
Preghiamo, comunque, il Signore che la Sua mano non sia mai troppo pesante con noi e che noi sappiamo accettare in pace i Suoi richiami, per incamminarci con decisione, in questa breve vita, verso la Felicità che non avrà fine, accompagnati da tanti fratelli nella fede che ci testimoniano una vita nuova, in Cristo.
E verso chi è colpito da questo castigo il nostro atteggiamento sia di pietà e di condivisione: che non si pensi "gli sta bene, se l'è voluta", ma "povero fratello mio, io al tuo posto, sarei stato molto peggiore di te e meriterei castighi ben maggiori."
plausibilità generale
L'idea di castigo di Dio, in questa vita, per una colpa commessa dall'uomo è senz'altro un'idea biblica:
- senza dubbio veterotestamentaria: l'Antico Testamento è pieno della dialettica colpa/pena, cioè colpa/castigo: il popolo eletto paga le sue infedeltà all'Alleanza con sofferenze che Dio stesso gli infligge;
- ma a ben vedere essa è presente anche nel Nuovo Testamento
- Gesù stesso, ad esempio, prevede il castigo di Gerusalemme per la colpa di condannarLo a morte, e piange su di essa;
- S.Paolo nella lettera ai Romani, altro esempio, parla proprio dei comportamenti contro natura come di un castigo di Dio contro chi non ha saputo usare bene la ragione, riconoscendoLo;
- nell'Apocalisse, infine, si parla dei castighi di Dio su Babilonia, la “grande prostituta”.
per il nostro bene
Il castigo di Dio nella vita presente non è mai fine a sé stesso, ma è pedagogico, cioè mira al vero bene dell'uomo: sottraendogli dei beni transitori, lo richiama a orientarsi al Bene eterno, unico vero bene fino in fondo.
Dio vuole il nostro bene, ci ama più di quanto noi amiamo noi stessi, per cui non ci darebbe alcuna sofferenza se non fosse un mezzo inevitabile per guidarci a una gioia mille volte più grande:
Le sofferenze del tempo presente non reggono il confronto con la Gloria che si manifesterà.
nella fattispecie
Essendo Dio Signore del creato e della storia, tutto quanto accade è o voluto o permesso da Lui. L'AIDS, non essendo solo permesso, visto che non dipende direttamente da una volontà umana, non è cioè oggetto di scelta umana, deve essere voluto da Dio: come castigo, cioè come richiamo a che l'uomo si ravveda da comportamenti che lo porterebbero alla perdizione.castigo per che cosa?
Bisogna vedere però per che cosa l'AIDS è un castigo:- per la scelta di partner del proprio sesso?
- o per il modo compulsivo, animalesco di rapportarsi al (/ai) partner(s), sia etero- che omo-sessuali?
Sembrano essere vere entrambe le ipotesi, ma in diversa misura, come si desume dalla diversa distribuzione percentuale dell'AIDS.
esso non riguarda solo gli omosessuali, ma anche gli eterosessuali, dunque colpisce anche la compulsività in quanto tale, omo- o etero-sessuale;
tuttavia è un fatto che l'AIDS colpisce, in proporzione, molto di più gli omosessuali, dunque esso si configura anche come un castigo per la consumazione di atti omosessuali.
conclusione
L'AIDS può essere visto, in un'ottica provvidenziale, come un segno forte con cui il Creatore richiama la sua creatura a un comportamento più responsabile.
Noi abbiamo proposto l'idea di una casta unione: in generale se tutti gli eterosessuali osservassero la fedeltà matrimoniale e i diversi osservassero la castità l'AIDS scomparirebbe.
Preghiamo, comunque, il Signore che la Sua mano non sia mai troppo pesante con noi e che noi sappiamo accettare in pace i Suoi richiami, per incamminarci con decisione, in questa breve vita, verso la Felicità che non avrà fine, accompagnati da tanti fratelli nella fede che ci testimoniano una vita nuova, in Cristo.
E verso chi è colpito da questo castigo il nostro atteggiamento sia di pietà e di condivisione: che non si pensi "gli sta bene, se l'è voluta", ma "povero fratello mio, io al tuo posto, sarei stato molto peggiore di te e meriterei castighi ben maggiori."
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