C'è un sito, la Nuova Bussola quotidiana che si distigue, come tutti i siti della destra cattolica, per una vera ossessione omofobica.
Un recente intervento di un sacerdote, Don Ariel Levi di Gualdo, denuncia nientepopodimeno che "un golpe omosessualista" in atto nella Chiesa, e sostiene che ormai il Vaticano sarebbe "un lupanare di gay inebriati dai fumi aromatici degli incensi, tra pizzi e merletti dei paramenti barocchi", una "succursale di Sodoma e Gomorra".
Infatti a suo dire esiste in Vaticano e nella Chiesa una potente lobby gay, che vuole portare la Chiesa all'eresia "omosessualista".
Che dire? Il sacerdote confonde tre cose: a) l'orientamento omosessuale, b) il comportamento omosessuale e c) la richiesta di rieleborare la teoria cattolica in tema di omosessualità.
Da a), che è qualcosa di involontario, non scaturisce necessariamente b), che invece richiede l'uso consapevole del libero arbitrio. Quanto a c) la dottrina cattolica sull'omosessualità non è stata fissata in forma dogmatica, né lo potrebbe, essendo un tema etico e non dogmatico. Dunque non si può gridare all'eresia se qualcuno propone qualche "correzione di tiro" in proposito, come ha fatto autorevolmente il card. Martini, che non è l'ultimo arrivato e che all'ultimo conclave "rischiò" addirittura di diventare Papa...
Tra l'altro il card. Martini, come altri (prelati o teologi) cattolici che sono sulla sua linea, non possono certo essere accusati né di "orientamento" né di "comportamento" omosessuale. A riprova del fatto che vanno scissi i problemi di un clero che si compie atti omosessuali (certamente discutibile e anche inaccettabile, perché viola il voto di verginità) da quello di un clero che discute teoricamente di una questione non dogmatica.
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Cerco su google i commenti all'intervista su La Bussola dell'amico don Ariel Levi di Gualdo. La prima cosa nella quale incappo è il solito blog "cattolico" specializzato nel curare "l'omofobia" della Chiesa o di "conciliarla" con la dottrina... nel senso di censurare la quest'ultima per dare risalto ai teoremi gender.
RispondiEliminaChiaramente si parte col definire i siti della "destra cattolica" come per esempio La Bussola, afflitti da "clericale ossessione omofobica", ma questo te l'aspetti; chiudono con tanto di rituale richiamo clericale a quell'impostore del solito "Martini", pure questo te l'aspetti; nel bel mezzo, col fare serioso e saputello tipico dei progressisti allo sbando, ti rifilano restando seri, oltre alla sodomia come "questione non dogmatica", anche una novità: I PRETI SONO VINCOLATI (cito testuale) AL "VOTO DI VERGINITà".
Ah... interessante. Deve esserci stato un altro concilio e ce lo siamo perso. In quello che non ci siamo perso, come in tutti gli altri, il VOTO, era un altro: quello di CASTITA'. Che non è esattamente la stessa cosa.
Lei sì che sa cogliere il punto essenziale di un problema: la differenza tra verginità e castità! Complimenti. E poi che competenza (guardi che alla castità sono tenuti anche i coniugi, si informi)...
RispondiEliminaMartini un "impostore", dice poi. Mah, lei giudica non gli atti ma la coscienza delle persone: lo farà solo Gesù nel Giorno del Giudizio.
Quanto il dogma: ma lei sa che cos'è un dogma?
Da ultimo: dove mai ha visto una mia difesa ("dare risalto") della teoria del gender? Non c'è, e sa perché? Perché io non ho dubbi nel condannarla, in pieno accordo, su questo, con Benedetto XVI.
E menomale. Poco fa ho letto qui che la Chiesa "per rendersi simpatica" deve assecondare il sedicente "matrimonio" fra omosessuali. Altrimenti se gli ammazzano i fedeli nei paesi islamici a nessuno gliene frega. Pure a Cristo sarebbe bastato, per rendersi "simpatico" al Sinedrio, ammettere che no, non era il Messia. Così magari non l'uccidevano. Ma per piacere!
RispondiEliminaNei miei ultimi post (http://diversitaefede.blogspot.it/2013/01/quale-soluzione-allora.html e http://diversitaefede.blogspot.it/2013/01/matrimonio-per-tutti.html) ho cercato di spiegare come il "matrimonio per tutti" possa essere accettato dalla Chiesa per motivi teologici.
RispondiEliminaOltre a ciò vi sono motivi di opportunità, diciamo così, politica: oggi non siamo più in una cristianità e la Chiesa rischia addirittura una persecuzione. In questo contesto non è opportuno pretendere di dettare la legislazione.