La sentenza della corte di Strasburgo del 19/2/2013 stabilisce che (citiamo da Tempi) "nelle coppie omosessuali i partner devono avere il diritto ad adottare i
figli dei compagni, così come avviene per le coppie eterosessuali non
sposate. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani in una
sentenza emessa su un ricorso presentato da una coppia di donne
austriache e dal figlio di una di loro.
La sentenza, definitiva perché emessa dalla Grande Camera della Corte di
Strasburgo, riguarda l’Austria, ma i principi valgono per tutti gli
altri 46 Stati membri del Consiglio d’Europa."
Che dire? Non ci sembra sia ancora la adozione per le coppie omosessuali, ma per quelle coppie omosessuali, in cui uno dei partner è già genitore naturale (e legale) di un bambino.
Un caso molto simile a quello previsto dalla Cassazione italiana poco tempo fa: una figlia affidata alla madre (che convive con una donna) piuttosto che al padre, violento.
Francamente non vediamo in ciò motivo di particolare allarme: un figlio viene affidato a uno dei suoi (separati) genitori. Che poi questo genitore abbia fatto una certa scelta a noi sembra, non irrilevante, ma subordinato al fatto che quel genitore offra maggiore affidabilità rispetto all'altro.
Ma ormai il frullatore si è messo in moto e continua a frullare, propinando l'onnipresente "teoria del gender" come immancabile sottofondo di queste novità giuridiche, un po' come il complotto demo-pluto-giudaico-massonico faceva da immancabile sottofondo ai deliri di Hitler.
Speriamo che non manchi, soprattutto nel mondo cattolico, chi non rinuncia ad usare la ragione.
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