in sintesi

La "diversità" non è e non deve diventare la norma: è un'eccezione, che chiede di essere accolta come tale.

giovedì 24 gennaio 2013

quale soluzione, allora?

Abbiamo messo in risalto la insostenibilità teologica del concetto di verginità non consacrata, quindi inutile, sterile.
Quale via percorrere dunque?
Da una parte c'è la certezza che Dio chiama tutti i suoi figli a una piena realizzazione affettiva (=dà una vocazione a tutti) e la quasi-certezza che alcuni suoi figli sono irreversibilmente orientati in modo non-eterosessuale.
Dall'altra c'è la quasi-certezza (diciamo quasi perché non si tratta di un dogma, ma a) del senso più evidente e semplice di molti passi scritturistici, tra cui Romani,1, e b) di una consolidata tradizione del Magistero, rafforzata dalle parole di molti Santi) che i rapporti fisici tra persone dello stesso sesso non sono leciti.
Come se ne esce? Il problema non è facile e possiamo più abbozzare delle ipotesi che proporre delle certezze.
Probabilmente una linea di soluzione dovrebbe essere cercata approfondendo e sviluppando quello che lo stesso Catechismo suggerisce, in modo un po' sibillino e appena accennato, quando parla di una "amicizia disinteressata".
Forse la soluzione starebbe nell'ammettere che due persone dello stesso sesso, avendo, dopo un serio impegno, soffertamente constatato di non poter riorientarsi in senso eterosessuale, possano imbastire un rapporto affettivo in qualche modo totalizzante, analogo anche se non proprio totalmente equivalente a quello tra due coniugi eterosessuali, e (con)vivere in modo casto, condividendo gioie e dolori, aiutandosi in tutto nella vita come potrebbero fare due coniugi, e impegnandosi a rimanersi fedeli per tutta la vita. In altre parole forse la soluzione starebbe in una casta amicizia, in un casto amore, in cui i due si vogliano così bene da rispettare i loro corpi e non consumare rapporti fisici.
E' chiedere troppo? E' utopistico? Certo, lo si potrebbe chiedere solo a chi crede, a si appoggia alla Grazia di Cristo, inserito in un contesto ecclesiale e aiutato da esso. Sarebbe un sacrificio, certo, ma la vita presente va vissuta nella prospettiva dell'eternità: "il tempo si è fatto breve".

Nessun commento:

Posta un commento