in sintesi

La "diversità" non è e non deve diventare la norma: è un'eccezione, che chiede di essere accolta come tale.

domenica 3 marzo 2013

AIDS: un castigo?

In una prospettiva credente si puà trattare di un castigo?

plausibilità generale


L'idea di castigo di Dio, in questa vita, per una colpa commessa dall'uomo è senz'altro un'idea biblica:
  •     senza dubbio veterotestamentaria: l'Antico Testamento è pieno della dialettica colpa/pena, cioè colpa/castigo: il popolo eletto paga le sue infedeltà all'Alleanza con sofferenze che Dio stesso gli infligge;
  •     ma a ben vedere essa è presente anche nel Nuovo Testamento
 E' vero che Gesù respinge troppo facili equazioni tra la malattia fisica e il peccato (cfr Gv, 9, 1-3),   ma ci sono esempi di dialettica colpa/pena
  •             Gesù stesso, ad esempio, prevede il castigo di Gerusalemme per la colpa di condannarLo a morte, e piange su di essa;
  •             S.Paolo nella lettera ai Romani, altro esempio, parla proprio dei comportamenti contro natura come di un castigo di Dio contro chi non ha saputo usare bene la ragione, riconoscendoLo;
  •             nell'Apocalisse, infine, si parla dei castighi di Dio su Babilonia, la “grande prostituta”.

per il nostro bene


Il castigo di Dio nella vita presente non è mai fine a sé stesso, ma è pedagogico, cioè mira al vero bene dell'uomo: sottraendogli dei beni transitori, lo richiama a orientarsi al Bene eterno, unico vero bene fino in fondo.

Dio vuole il nostro bene, ci ama più di quanto noi amiamo noi stessi, per cui non ci darebbe alcuna sofferenza se non fosse un mezzo inevitabile per guidarci a una gioia mille volte più grande:

    Le sofferenze del tempo presente non reggono il confronto con la Gloria che si manifesterà.

nella fattispecie

Essendo Dio Signore del creato e della storia, tutto quanto accade è o voluto o permesso da Lui. L'AIDS, non essendo solo permesso, visto che non dipende direttamente da una volontà umana, non è cioè oggetto di scelta umana, deve essere voluto da Dio: come castigo, cioè come richiamo a che l'uomo si ravveda da comportamenti che lo porterebbero alla perdizione.

castigo per che cosa?

Bisogna vedere però per che cosa l'AIDS è un castigo:

  •     per la scelta di partner del proprio sesso?
  •     o per il modo compulsivo, animalesco di rapportarsi al (/ai) partner(s), sia etero- che omo-sessuali?

Sembrano essere vere entrambe le ipotesi, ma in diversa misura, come si desume dalla diversa distribuzione percentuale dell'AIDS.

    esso non riguarda solo gli omosessuali, ma anche gli eterosessuali, dunque colpisce anche la compulsività in quanto tale, omo- o etero-sessuale;
    tuttavia è un fatto che l'AIDS colpisce, in proporzione, molto di più gli omosessuali, dunque esso si configura anche come un castigo per la consumazione di atti omosessuali.

conclusione


L'AIDS può essere visto, in un'ottica provvidenziale, come un segno forte con cui il Creatore richiama la sua creatura a un comportamento più responsabile.

Noi abbiamo proposto l'idea di una casta unione: in generale se tutti gli eterosessuali osservassero la fedeltà matrimoniale e i diversi osservassero la castità l'AIDS scomparirebbe.

Preghiamo, comunque, il Signore che la Sua mano non sia mai troppo pesante con noi e che noi sappiamo accettare in pace i Suoi richiami, per incamminarci con decisione, in questa breve vita, verso la Felicità che non avrà fine, accompagnati da tanti fratelli nella fede che ci testimoniano una vita nuova, in Cristo.

E verso chi è colpito da questo castigo il nostro atteggiamento sia di pietà e di condivisione: che non si pensi "gli sta bene, se l'è voluta", ma "povero fratello mio, io al tuo posto, sarei stato molto peggiore di te e meriterei castighi ben maggiori."

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