I cattolici di destra, nella fattispecie Introvigne, sostengono (vedi la nuova bussola quotidiana) che per il papa "non la crisi economica, ma le trascrizioni legislative dell'ideologia del «gender» rappresentano oggi il più grave pericolo per il bene comune". E' proprio vero? Ha detto questo il Papa nel suo messaggio per la giornata della pace (1.1.2013)?
Leggiamo il passaggio del documento pontificio in cui si accenna a questo problema:
"Anche la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale.
Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità. L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa. Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace."
Si tratta indubbiamente di un giudizio chiaro e duro, ma non viene detto che IL problema dei problemi sia il "matrimonio per tutti". Una ferita grave, non la ferita più grave; un'offesa, non la più grave offesa.
Dunque la destra fondamentalista (cattolica?) tira acqua al suo mulino, facendo dire al Papa quello che non ha detto. Non c'è male, come rispetto.
martedì 15 gennaio 2013
per il Papa la questione del gender è LA questione?
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