Per don Ariel - mi perdoni se lo cito ancora, ma mi dà del materiale su cui riflettere - Gesù dice "sii te stesso" solo agli eterosessuali, mentre se lo dicesse ai "diversi" sarebbe come incitarli al peccato.
A me pare che tale convinzione nasca da un modo equivoco e superficiale, absit iniuria, di intendere la verità di sé. Tutti gli esseri umani, al di là dell'orientamente sessuale, hanno la stessa natura, che è in fondo desiderio di felicità, di perfetta felicità, dunque di infinito. Essere sé stessi vuol dire allora andare a fondo di sé, fino a guardare questo desiderio di infinito che ci costituisce. E quindi anche chi è diverso in fin dei conti desidera la stessa cosa. Anche a lui si rivolge Cristo dicendogli "sii te stesso".
lunedì 18 febbraio 2013
essere sé stessi
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