in sintesi

La "diversità" non è e non deve diventare la norma: è un'eccezione, che chiede di essere accolta come tale.

venerdì 28 giugno 2013

love is love, non è sempre vero

Massimo Introvigne, su la solita puzzola quotidiana, criticando Obama, reo di attenzione ai diritti lgbt, ci mette un po' di tempo per spiegare un concetto piuttosto semplice e che non vediamo chi possa negare: che per venire riconosciuto dallo stato non basta che ci sia effimera attrazione sessuale, ma occorre un serio progetto di (stabile) vita comune. OK, d'accordo! E allora?
Che cosa c'entra col matrimonio egualitario? Lì ci devono essere due persone che non solo provano attrazione sessuale reciproca, ma anche intenzionate a una unione stabile, a un progetto di vita comune, destinato a riverberarsi positivamente sulla società, perché è meglio che esistano vincoli stabili piuttosto che rapporti effimeri. La prova di questa intenzione di vita stabilmente comune è il desiderio di adottare, dedicandosi ai figli, anche questa cosa utile alla società.

mercoledì 26 giugno 2013

storia e provvidenza

Non passa giorno senza che i diritti LGBT non segnino un nuovo passo avanti: dopo l'approvazione dei matrimoni egualitari in Francia e (tra poco) in Inghilterra (la Camera dei Lords ha già dato il suo, fino a non molto prima incerto, assenso), arriva anche la decisione della Corte Suprema degli USA a riconoscere la validità dei vincoli tra persone dello stesso sesso.
Davanti a tale spettacolo è grande lo sconcerto nei settori più tradizionalisti del mondo cristiano. In particolare viene detta da alcuni una cosa di per sé giusta, ossia che la storia non è un progresso lineare, che non tutto ciò che è nuovo è anche buono e destinato a trionfare, che, insomma ride bene chi ride ultimo.
Niente da eccepire. Qui il punto, secondo noi, non è che la storia abbia sempre ragione: un cristiano non è hegeliano, certo. Giusto. In linea di principio.
Ma qui il punto è vedere se, in linea di fatto, ci troviamo di fronte a una modernità incompatibile con la fede, e dunque da rigettare, in attesa di tempi migliori, secondo gli imperscrutabili disegni della Provvidenza, oppure davanti all'ennesimo appuntamento (mancato) con la storia, dopo gli appuntamenti mancati con l'eliocentrismo, la democrazia, la giustizia sociale, l'evoluzionismo. Troppe volte i cristiani hanno mancato i loro appuntamenti con la storia, attardandosi su posizioni che si sono poi rivelate sbagliate e anacronistiche. Forse la questione omosessuale rappresenta l'ennesimo caso di questa lunga serie, un nuovo "caso Galileo", di cui tra qualche decina di anni o tra un secolo, bisognerà chiedere scusa. Meglio pensarci prima. Cioè meglio pensare (piuttosto che ripetere come dei mantra slogan stantii).